Non riuscirò di sicuro a spiegare quanto mi mette a disagio vedere amici pensanti e persone in genere ragionare a seconda della propria tribù di appartenenza.
Un’abitudine che mi fa riflettere e che si vede più spesso nella politica.
La politica è quel mondo dove si incontrano personaggi super garantiti e spesso molto ben pagati che anche a dispetto delle loro proprie, spesso modeste, capacità sono chiamati a decidere della vita di tutti.
Pure lì l’appartenenza alla stessa tribù è fondamentale.
“Mi hai votato? Bene, fai parte dei miei e magari ti aiuto. Non mi hai votato? La pensi in un altro modo? Arrangiati“.
Ma come, non sei il/la rappresentante di tutti gli amministrati?
“Ma manco per niente. Io faccio come mi pare almeno fino alle prossime elezioni quando sarò costretto a scendere di nuovo fra voi per non rischiare di perdere i privilegi che mi consente il mio attuale ruolo“.
Finiti i tempi del grande Presidente Pertini che appena eletto Capo dello Stato, dichiarò: “Da ora smetterò di essere un uomo di parte e diventerò un uomo delle istituzioni e il presidente di tutti“. Bei tempi eh?
Sei uno che ha la passione della bicicletta?
Allora se qualcuno chiede che si rispettino le regole e la sicurezza anche in bici, alzi il pelo e ti schieri.
Subito. Di botto. Di pelle.
Dice, ma come, chi si comporta male o in modo pericoloso non danneggia pure te che sei invece corretto?
Ma non scherziamo – ti viene da pensare subito – quello è uno che condivide la mia stessa passione e io sto con lui.
Sia che si tratti di biciclette, di moto, di macchine, di settori professionali… insomma tutto quello che fa parte della mia e della sua tribù.
Io come tutti ho delle convinzioni politiche che a volte coincidono con quelle di altre persone e altre volte no.
Però non me la sento di sposare una causa così, solo per appartenenza, ma ormai all’età che ho avrei dovuto cominciare a capire che il mondo va così.
Ognuno ha un badge, una tessera, un cartellino, un berretto da esibire.
E spesso lo fa con legittimo orgoglio e compiacimento.
Io, per esempio invece, faccio parte di un ordine professionale, ma se uno iscritto a quello stesso mio ordine si comporta male, a me non mi viene manco per niente di difenderlo comunque.
Quindi sono uno senza tribù affettiva. Mi dispiace.
Non la penso come la maggior parte di quelli che conosco, per cui sei contro o a favore a prescindere dall’argomento.
Purtroppo.
Se avessi cominciato a farlo tempo fa, adesso avrei più vantaggi, più soldi, più ammiratori, oltre all’appartenenza ad una tribù molto popolata, ma non mi sforzo di cambiare.
Ormai.
Augh! Come direbbe il mio amico Grande Capo Estiqaatsi.
Augh!


Caro Moreno il concetto di “tribù” è molto pericoloso ! Siamo sicuri che sia tribù SOLO quella di chi ha un qualche “cosa” in comune ? Non è tribù anche quella di coloro che per tal “cosa” non provano interesse ? Sicuramente il pensiero dei primi può essere offuscato da quella “cosa”, ma siamo sicuri che il pensiero dei secondi sia libero da preconcetti ?
Tornando al nostro caso proviamo ad analizzare insieme il fatto in maniera più distaccata ed asettica: ci sono alcuni soggetti (ragazzini e non) che hanno un comportamento sconsiderato e pericoloso (le gare e le discese a forte velocità) nell’utilizzo di un bene (la strada pedonale) con un mezzo (la bicicletta) allo stato attuale autorizzato a farlo (il comma 1 n.2 dell’art. 3 C.d.S.).
Soluzione ? Vietare l’accesso a tutti.
Quindi poiché ci sono automobilisti che utilizzano le strade e le autostrade in maniera sconsiderata andando a 140 ed effettuando sorpassi pericolosi le chiudiamo agli automobilisti ?
Ti faccio un esempio a te più vicino: quante sono state le fake news che negli ultimi anni si sono rivelate tali ? A volte non solo per “stupidità” ma scientificamente per bieco interesse economico (nel settore alimentare ve ne sono di eclatanti). Quindi che facciamo limitiamo la libertà di stampa ? Ummhh strada molto pericolosa !!!
Punire un sottoinsieme della società (o tribù come ti piace poeticamente chiamarla) per il solo comportamento di alcuni dei suoi membri è, secondo il mio semplice pensiero, un primo passo per ridurre il livello di libertà di tutta una Società… e noi stiamo qui a parlare solo di ciclisti e biciclette !!! Ma un primo passo è sempre ….. l’inizio di un cammino. E mi preoccupa, in completa sincerità, che una persona libera e aperta come te lo voglia percorrere !!!!
Con affetto ed immutata stima.
Luigi
PS. mesi fa ero in auto e mi attraversarono sulle strisce pedonali di Piazza della Vittoria tre ragazzini con le bici impennando in maniera pericolosa…… gli sono andato dietro con la macchina e, appena fermi, li ho “assaliti” di improperi spigandogli che, così, mettevano a rischio la loro vita ma anche la mia vita (mettere sotto un ragazzino mi distruggerebbe). E questo pur essendo un membro della tribù “ciclista” !!!