42 ANNI FA

Oggi a Spoleto è nuvoloso, ma il 24 settembre del 1983 c’era un bel sole.

Dice: “Come fai a ricordartene“?

Dico: “Una gran memoria“.

Poi grazie a questa mia memoria speciale, ricordo pure che c’erano un sacco di persone, amici, parenti quella mattina sul piazzale della Chiesa dei Cappuccini.
Oggi mi sa che quella chiesetta manco funziona più.

Il pensiero mi va a quelli che c’erano allora e non ci sono più adesso. I parenti, ma anche i tanti amici.

Certo, penso anche a quelli che sono venuti dopo che senza quella giornata magari oggi non ci sarebbero. Non sarebbero qua, ma stamattina mi va di ricordare quelli lì. Quelli andati.

Poi dopo la cerimonia officiata da Don Elio, tutti insieme a pranzo . Ti ricordi Giulià?

Sì lo so, lo so che tu ti potevi trovare di meglio. Io invece penso proprio che a me è andata bene e me lo faccio bastare.

Insomma: Auguri.

E due giorni dopo, la partenza da Spoleto per Parigi.
In macchina che mi ero perso il libretto di circolazione del camper e allora tuo papà ci ha prestato la sua Renault 4 azzurra, rimanendo lui senza macchina, per arrivarci fino a Parigi.

Prima tappa lungo la strada a Genova, a casa di Pino, nella zona del porto.

Genova ancora nel cuore.

Poi il giorno dopo salutiamo tutti e si riprende il viaggio per Parigi.
Hotel Monet (mi pare) con quella macchinina che adesso avrei un po’ di paura a farci un viaggio così impegnativo.

A Parigi abbiamo anche mangiato schifezze, che sono le sole che mi ricordo, ma forse anche cose buone.

Poi rientro e inizio delle montagne russe fino a oggi. E ancora abbiamo parecchio da fare no?

Ariauguri.

La torta dell’immagine, triste abbastanza, l’ha offerta l’Intelligenza Artificiale. Poca fantasia.

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