GRAZIE FLOTILLA

In genere chi è armato ha più velocemente ragione di chi non ha fucili o pistole, o carri armati, o droni o semplicemente la possibilità di bloccare viveri, medicinali, aiuti da far arrivare a chi è disarmato.

Questo è successo ancora nel mare della Palestina, davanti alla Striscia di Gaza.

Quando un uomo con la pistola incontra un uomo con un fucile, quello con la pistola è un uomo morto“.

La frase pronunciata da Ramon Rojo interpretato da Gian Maria Volonté nel film di Sergio LeonePer un pugno di dollari“.

Il fatto è che quelli della Flotilla, manco la pistola avevano con loro. Solo medicinali, cibo, acqua, latte in polvere, stampelle, cerotti da distribuire alla popolazione stremata della Striscia di Gaza.

Certo, i pochi aiuti che trasportavano non avrebbero risolto i problemi dei palestinesi restati vivi, ma avrebbero aiutato il processo di creazione di un “Corridoio Umanitario” che è invece irrimediabilmente rimasto chiuso grazie soprattutto all’appoggio dei governi occidentali.

Grande azione, secondo me, quella della Flotilla.

Non si tratta di coraggio, o almeno non solo, ma si tratta soprattutto di reagire ai soprusi che il mondo, per come abbiamo colpevolmente lasciato che diventasse, impone a chi ha meno forza, meno soldi, meno armi.

Chi ha il fucile e tutto il resto, insomma continua ad uccidere.

La speranza sembra scomparsa dalla faccia della terra e se non ci fossero persone come quelle imbarcate su quella piccola flotta tutto sembrerebbe perduto.

Io una volta, tempo fa, pensavo che chi volava in deltaplano fosse un pazzo. Poi mi sono trovato a vedere da vicino il decollo di alcuni di questi “pazzi” e ho capito che ci si poteva anche provare.

Alla fine sono salito pure io su un deltaplano, ho indossato il casco, capito come funziona il paracadute di emergenza e ho volato.

A vela. Senza motore come alcune barche. A vela.

Quella volta ho scoperto che il mondo visto dall’alto è diverso da quello che ero abituato a vedere fino ad allora.

Ecco, vedendo chi si trovava a bordo delle imbarcazioni arrembate ieri sera dai militari israeliani, ho capito che forse pure navigare è possibile.

Per me che ho sempre considerato il mare poco più che l’estensione del piccolo riquadro di sabbia dove sta piantato l’ombrellone, potrebbe essere un bello spunto.

Navigare.

Perché non sempre la giustizia si trova stando stravaccati sulla sdraio sotto l’ombrellone vicino al bagnasciuga.

A volte bisogna salire in barca e cercarla.

Grazie Flotilla.

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