SERVIZIO MILITARE VOLONTARIO?

Vediamo spesso i nostri politici eletti che se ne stanno seduti su quei banchetti molto eleganti alla Camera e al Senato.

Stanno lì, lavorano qualche giorno alla settimana quando non hanno altri impegni e discutono di noi, del nostro presente e soprattutto del nostro futuro.

Mo si sono intrippati con il servizio militare. Riportarlo obbligatorio o forse aprire la possibilità a chi vuole farlo in maniera volontaria. Boh.

Insomma discutono di armi, di divise, di stipendi importanti, di pensionamenti agevolati, di esercitazioni, di spese in Italia e all’estero. Discutono di tanta roba che vuol dire soldi per chi commercia in uomini e strumenti di guerra.

Tutto questo in un paese, l’Italia, che ogni giorno ha da segnalare una frana, un’alluvione, uno smottamento, uno straripamento, un terremoto, una sanità allo stremo, un sistema scolastico che fatica a trovare pure la carta igienica e chiede ai genitori di portarla da casa.

Non riesco ad elencare tutte le criticità che abbiamo in questo bellissimo paese.

Non parlo nemmeno della cura al nostro petrolio che è l’arte espressa dalla valanga di opere che necessitano di attenzione, cura e restauro. E il cinema, il teatro?

Ecco, alcuni di questi problemi si potrebbero fronteggiare, magari non risolverli ma provarci, costruendo una grande squadra di “Protezione Civile”. Altro che soldati addestrati a sparare e ad ammazzare.

Volontari o no, servirebbero tante persone che potessero mettere in campo una preparazione e una passione di cui il mondo della guerra non dovrebbe disporre. Queste sono le competenze che secondo me servono e si potrebbero pure esportare. Ma quali missioni di pace?

Io considero le camere funzionanti un grande elemento di democrazia, ma così come sono quanto costano ogni giorno? La risposta di Chat GPT, che ha cercato in rete dati ovviamente tutti da verificare è 4.110.000 euro al giorno.

Quanti lavori di sistemazione ci si potrebbero fare con anche solo una settimana di quello che costano le camere? Ripeto: La politica ci vuole va rispettata, ma deve impegnarsi per ottenerlo il rispetto che merita.

20 giorni chiuse le camere, i soldi risparmiati li potremmo devolvere alla scuola. Altri 20 giorni per la sanità. Già, pure se poco, basterebbe a far capire il segnale. Il cambio di direzione.

Ah e poi. Quanto costa al giorno l’Esercito Italiano oggi?

93.000.000 di euro. Novantatré milioni circa al giorno.

Metto i risultati della ricerca con il solito Chat GPT qua sotto.

Ma non ce ne staremo a passà?

No dico eh?

IL VIDEO STA QUA

E PURE QUA 

E PER FINIRE ANCHE QUA

Qui di seguito invece un po’ di numeri:

COSTO DELLA DIFESA:

– Il costo giornaliero del funzionamento della difesa italiana, inclusi soldati, armi, viaggi, pensioni, munizioni, esercitazioni, carburante, vettovagliamento e tutte le voci correlate all’Esercito e alle Forze Armate, è di circa 90,5 milioni di euro al giorno per il 2025.

Spesa Annuale Totale

La spesa militare complessiva prevista per il 2025 raggiunge i 32-33 miliardi di euro, secondo la metodologia Mil€x, con un aumento del 12,4-12,5% rispetto al 2024 e record storico sul decennio (+60%). Questa cifra include il bilancio proprio del Ministero della Difesa (31,295 miliardi), missioni all’estero (1,21 miliardi), pensioni militari (4,5 miliardi) e investimenti in armamenti (quasi 13 miliardi, +77% in 5 anni).

Suddivisione Principali Voci

  • Personale: 11,7 miliardi (Esercito 5,95; Marina 2,3; Aeronautica 2,87; Carabinieri in missioni 0,59), coprendo stipendi, vettovagliamento e trasferte.
  • Armi e munizioni: Oltre 12,9 miliardi per nuovi sistemi d’arma, esercitazioni e approvvigionamenti (inclusi carburante e manutenzione).
  • Gestione e altro: 2,6 miliardi per Stato Maggiore, uffici e costi operativi vari.

Calcolo Giornaliero

Dividendo 33 miliardi per 365 giorni:
33.000.000.000365≈90.410.000 \euro36533.000.000.000≈90.410.000\euro
La stima può variare leggermente per costi indiretti (fino a +1 miliardo annuo per basi NATO e UE), arrivando potenzialmente a oltre 93 milioni al giorno.

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COSTO DELLE CAMERE

– Per calcolare il costo giornaliero del funzionamento delle Camere (Camera e Senato) italiane, bisogna considerare diverse voci di spesa: servizi accessori, personale, mensa, benefit parlamentari e contributi.

Le informazioni disponibili indicano quanto segue:

  • La spesa complessiva per il funzionamento delle Camere (inclusi servizi, personale e strutture) è stimata intorno a 1,5 miliardi di euro annui. Questa cifra comprende anche i costi del personale dipendente, che per la Camera si aggirano intorno a 150-180 milioni di euro l’anno, e per il Senato circa 80-100 milioni di euro l’anno.
  • I costi per servizi accessori comprendono spese per affitti, bollette, manutenzioni, pulizie, telefonia, postali, mensa, energia elettrica, gas, acqua. Solo per la Camera, per esempio, sono stati spesi circa 10,5 milioni per utenze (acqua, gas, energia elettrica) nel 2023 con un aumento significativo dei costi energetici.
  • I benefit e gli stipendi parlamentari sono elevati: l’indennità mensile lorda per ogni parlamentare (deputato o senatore) è di circa 13.971 euro, a cui si aggiunge una diaria mensile di circa 3.500 euro e rimborsi spese per esercizio del mandato tra 3.500 e 3.690 euro mensili. Complessivamente, il costo mensile lordo per parlamentare si avvicina o supera i 22.000 euro.
  • Considerando i 600 parlamentari totali, la spesa annua per indennità e rimborsi diretti ammonta a circa 158,4 milioni di euro.
  • Inserendo tutte le spese di funzionamento (personale, strutture, benefit, servizi accessori), la spesa complessiva annua delle Camere si aggira intorno a 1,5 miliardi di euro.

Calcolando il costo giornaliero di funzionamento complessivo basandosi su 365 giorni:

Costo giornaliero=1.500.000.000 euro 365≈4.110.000 euro al giorno

Costo giornaliero=3651.500.000.000 euro ≈4.110.000euro al giorno

Pertanto, il costo giornaliero totale per le Camere, comprensivo di tutte le spese elencate, è circa 4,1 milioni di euro al giorno.

Questa stima è comprensiva di tutte le spese: personale, servizi accessori (utenze, manutenzioni, mensa), benefit parlamentari, contributi e indennità. Va notato che questo valore è un’approssimazione basata sui dati più recenti disponibili e che il costo effettivo può variare in base a fattori contingenti e aggiornamenti legislativi.

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