Beh, l’ho fatto: mi sono avvicinato alla fiaccola olimpica e con quella fiamma ho acceso una mia torcia. L’ho portata a casa e ci ho acceso il camino.
Questa sera ci cuocerò una bella bruschetta.
Devo solo decidere se CON o SENZA aglio.
Avrà comunque un sapore speciale.
Una bruschetta olimpica.
Poi se funziona ci metto là sulla graticola anche un po’ di verdure che secondo me grigliate non vengono male.
Bisogna accostarci per forza un bel bicchiere di vino, meglio se rosso e così brindiamo in allegria a questo momento che è servito per unire una comunità come quella di Spoleto.
Non ce n’abbiamo molte di occasioni in cui sentirci parte tutti della stessa gente, con gli stessi obiettivi di crescita del territorio.
Questo secondo me, per quanto strano, bizzarro, local-popolare, fra ruote panoramiche, luminarie, pubblicità, proteste, una Banda dei Granatieri che suona bene musiche da Banda Comunale, ragazzi delle scuole con le bandierine, gente che sorride, aiuta e non poco.
Per non beccarmi una denuncia, vista l’aria che tira, la mia fiaccola, quella con cui ho appicciato il camino di casa, l’ho accesa senza toccare quella olimpica.
Così, tanto per dire.
Comunque il fuoco non lo spengo. Quella fiamma continuo a tenerla accesa almeno finché fa freddo.
Pensa se una scemenza del genere fosse venuta in mente ad un ristorante che serve carne alla griglia. Quanti sarebbero corsi a mangiare la bistecca olimpica?

