Allora pare deciso: Trump si sta organizzando per chiedere indietro quello che noi europei abbiamo portato via dalle Americhe.
Fra le altre cose c’è il tabacco, le patate, i pomodori, il mais, il cacao, i fagioli, i peperoni, la zucca, il tacchino, l’avocado, la vaniglia, l’ananas.
A questo punto i cinesi hanno detto: “E noi che siamo i figli di Puzzetta? Allora noi chiediamo indietro la seta, i fuochi artificiali, la polvere da sparo, pure gli spaghetti“. Ecco.
Un elenco qua di seguito di quello che storicamente proviene dalla Cina:
Prodotti alimentari
Tè, riso Agrumi (mandarini): alcune varietà. La soia. E poi la carta che inventata in Cina nel II secolo d.C., arrivò in Europa attraverso gli Arabi e rivoluzionò la scrittura e la diffusione del sapere.
E poi anche la stampa a caratteri mobili che da quelle parti avevano inventato già prima di Gutemberg.
E ancora la polvere da sparo, la bussola magnetica, e la porcellana, così preziosa che era definita l’Oro Bianco.
L’America Latina a questo si è subito accodata e si sta organizzando per chiedere indietro pure tutto l’oro trafugato dagli invasori spagnoli e da quelli che li hanno seguiti.
Altro che dazi.
Ma pure l’Egitto si darà da fare e forse saremo costretti a chiudere o almeno a ridimensionare parecchi musei, perché tutte le opere del periodo dei faraoni dovranno tornarsene a prendere la polvere a casa loro.
Un bel guaio.
Quindi o si riapre tutto e si accetta la circolazione delle cose, delle opere e però pure delle persone, oppure ci ridiamo le lettere e ognuno camperà del suo.
Noi come ce la caveremo se dovessero venire accettate queste proposte di quel fenomeno di Trump, pare appoggiato anche dal nostro governo, quello attualmente in carica?
