SPOLETINI TRUFFATI. RUBATO UN CHILO D’ORO

Oltre 100.000 euro il bottino del furto ai danni di due persone di Spoleto.

Qua il valore oggi di un chilo di oro

Quello che mi da più dolore è il fatto di sentirsi stupidi. Eppure è successo“.

“Com’è andata la vicenda e perché volete raccontarla”? Chiedo io.

La moglie dice che vuole che si sappia come si è sviluppata la truffa perché nessuno possa cascarci di nuovo.

Il marito ci racconta di essere stato contattato al telefono da una persona che si è spacciata per un carabinier. Ha dato anche un nome, ovviamente falso.

Dei malviventi hanno appena compiuto una rapina in una gioielleria della zona e sono scappati con un’auto che ha la sua targa“.

Come è possibile“? risponde il marito della coppia? “La mia auto è parcheggiata in garage“.

Probabilmente la sua targa è stata clonata. Dovrebbe subito venire da noi qua in caserma per controlli. Anzi, facciamo così, prima di passare da noi vada all’ACI per verificare se sulla sua targa risultano irregolarità“.

Lo spoletino, molto rispettoso delle regole, va all’ACI, cerca parcheggio e lo trova con difficoltà, entra nell’ufficio mentre è costantemente al telefono con il finto carabiniere.

Questo serve per tenere il telefono occupato e impedire di chiamare chiunque moglie compresa.

Intanto la signora a casa, riceve una chiamata che la informa che suo marito è in caserma da loro, sta firmando una deposizione. “Non si preoccupi è solo una formalità. Sappiamo che siete brave persone ma purtroppo dobbiamo controllare“.

Anche la signora viene tenuta al telefono. Linea costantemente occupata, quindi impossibile contattare chiunque altro che non siano i truffatori.

Fanno riempire alla signora, continuando a tenerla al telefono, un foglio scritto a mano con l’elenco dei gioielli conservati in casa. Poi chiedono di pesare il tutto. “Prepari tutti i gioielli che fra poco passerà il perito da noi incaricato per controllare“.

Intanto chiedono, sempre a  lei, di scrivere un lunghissimo codice fatto di lettere e numeri. “Serve per registrare l’intervento che stiamo facendo e avviare le indagini come da regolamento“.

Insomma confondono bene bene la signora e pure il marito che intanto sta aspettando l’arrivo della macchina del 112 che dovrebbe arrivare.

Ma se vengo in caserma“.

Certo venga pure ma aspetti a suonare che le preparo il pass poi le alzo la sbarra e la faccio entrare. Non scenda dall’auto che io la vedo dalla telecamera“.

Lunga attesa.

Intanto a casa arriva il finto perito mandato dal Procuratore di Perugia e giù anche il nome del Procuratore. Tutto finto ovviamente.

Entra in casa il “perito” un ragazzo giovane, elegante, capelli chiari, non dice una parola, va in camera da letto. vede i gioielli in fila ordinata sul letto, e mentre la signora ancora al telefono scrive codici, lettere e numeri, in silenzio, arraffa tutto e se la squaglia.

Arrivano anche i Carabinieri, quelli veri, che per un soffio non intercettano i malviventi.

Questo in poche parole lo svolgimento del furto.

Vogliamo che tutti lo sappiano perché nessun altro ci caschi come è successo a noi” insiste la signora che si rende conto di aver rischiato di brutto anche dal punto di vista fisico.

Sarebbe potuta andare anche peggio. Per come vanno le cose oggi, un atto di violenza su una donna da sola in casa non è da escludere, soprattutto se c’è da arraffare tutto quell’oro.

Quindi attenzione a tutti.

Informate le persone più fragili, indifese, anche se in questo caso a cascarci sono state due persone sveglie e attente.

Può veramente capitare a tutti, quindi occhio.

I nomi per ora ce li teniamo per noi.

Il video su Facebook sta qua

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