L’ARRIVISTA

Mai sentito l’impulso di “arrivare”.

Mai.

Forse avrei dovuto cercarlo, ma non l’ho fatto, almeno non fino ad oggi.

 

Arrivare: dove poi?
Semmai se una spinta l’ho sentita è stata quella di viaggiare, fare un percorso in una direzione; ecco, quella sì.

Allora forse mi posso definire un “Viaggista” più che un “Arrivista”?

Apprezzo da sempre, più la strada fra due punti che l’arrivo.

Certo, muoversi comporta anche arrivare da qualche parte, ma non è detto che questa ultima sia la parte migliore del viaggio.
Per me no.

E allora, se esiste la figura del “Viaggista” ci sarà pure quella del “Partista”, che viene prima delle altre due.

Ecco, io mi sento di essere stato un “Partista”, tanto tempo fa, non ricordo più manco quanto.

Ora mi sento un “Viaggista”, consapevole che dovrà arrivare da qualche parte.

Ma “Arrivista” no.

E vedo amici, conoscenti, e gente qualunque, soddisfatti di sentirsi “Arrivati” per i piccoli segnali che la vita ci invia.

Arrivati senza il “Viaggio” che ci sarebbe dovuto essere prima del traguardo.

Ecco, secondo me quelli hanno perso parecchio… il meglio… secondo me.

Ma tu guarda la domenica pomeriggio che idee che vengono in testa eh!?!

Idee di uno bello che arrivato?

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