LA POLITICA DELLA CURVA

Non mi ricordo più quando è successo, devo averlo appuntato da qualche parte, che l’Italia si è trasformata in due opposte tifoserie.

In politica soprattutto, si sceglie una parte da sostenere, come fosse una squadra di calcio e ci si accalora con chi ne parla male e ci si sente vicino a chi invece professa la nostra stessa “fede”.

Ecco, io volevo dire che non mi piace questa riduzione del pensiero e vorrei poter continuare a criticare o a condividere, a prescindere.

Insomma se un politico fa una fregnaccia, io non lo appoggio (ovviamente se me ne accorgo).

Se esprime un pensiero che mi trova d’accordo, invece lo sostengo.

Punto.

E anche se normalmente non è così che si fa, io a questo gioco non partecipo.

Continuo a pensare guardando la partita e non la maglia.

Visione limitata? Infantile?

Boh, forse, ma mi viene da fare così.

2 commenti su “LA POLITICA DELLA CURVA”

  1. Moreno sai quanto ti stimo e questo tuo modo di vedere il calcio, la POLITICA, la vita lo condivido completamente. Purtroppo però sempre più spesso mi accorgo che la nostra società è completamente succube dei propri egoismi personali, delle visioni monodirezionali, delle chiusure al pensiero dell’altro!!!! Ci hanno insegnato a non ragionare, a fare una cosa perché tutti fanno così, a non porci dubbi (e i dubbi secondo me sono la materia prima del ragionare). Il vecchio ricordo scolastico del “cogito, ergo sum” si è trasformato in un più attuale “vedo, ergo copio” !!
    Luigi Turchi

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