RIDUCIAMO I PARLAMENTARI

Mannaggia alla capoccia mia che non funziona bene.

Sempre ‘sti dubbi del cavolo.

Questa volta mi viene da pensare alla riduzione dei parlamentari da cui sembra dipendere il futuro del governo giallo verde.

Insomma quelli lì insieme a quell’altri là.

In molti adesso propongono questo asciugamento del numero dei componenti di Camera e Senato.

Non si pensa ad una riduzione dei vantaggi, dei diritti, degli stipendi che spesso sembrano eccessivi.

Non si propone una seria verifica della qualità del parlamentare e della sua utilità per la società.

Ricordo che il parlamentare è stato eletto sulla fiducia: su quello che ha promesso, a parole, durante la campagna elettorale.

Una verifica del rispetto degli impegni potrebbe non starci male.

Secondo molti, adesso, bisognerebbe comunque ridurre il numero dei parlamentari.

Via i Peones insomma per far stare più comodi i Baroni.

Quelli che stanno lì da sempre. Quelli che sono ancora al “Mandato Zero“.

E allora penso, ma se il potere detenuto da questi rappresentanti del popolo che Grillo definiva fino a poco tempo fa “nostri dipendenti” rimane lo stesso, non si rischia che aumenti se lasciato solo ai parlamentari che rimarrebbero?

Cerco di spiegarmi meglio.

Se il potere è detenuto da cento persone e poi delle cento se ne mandano a casa 90, non è che i dieci rimanenti acquisiscono maggior potere?

E, seguendo questo ragionamento se invece che dieci ne lasciamo uno solo di parlamentare, risparmiamo di più o ci esponiamo a qualche rischio pure grave?

La colpa non è la mia ma della capoccia che parte e sfarfàlla.

Che poi prima che la fermo… La capoccia…

Una birra

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