UNO SPUNTO PER PORTARE LAVORO E CREDIBILITÀ

Una piccola proposta per portare nuove produzioni teatrali a Spoleto e con quelle, anche l’interesse turistico verso la città.

Come tutti sanno, Spoleto è dotata di teatri e anche di molti altri spazi utilizzabili per la preparazione e la rappresentazione di spettacoli teatrali.

65 anni di Festival dei Due Mondi e 75 di Teatro Lirico Sperimentale, hanno dato al nostro territorio una competenza ed un’autorevolezza nel campo del teatro, che in pochi possono vantare.

Non faccio l’elenco dei teatri e delle tante sale e spazi all’aperto con caratteristiche utili per lo spettacolo che Spoleto ospita.

È vero che stiamo vivendo un periodo di profonda crisi, non solo economica, ma credo difficile che il futuro potrà riuscire a vivere senza il teatro come forma di espressione artistica.

Qui ci starebbe bene una citazione:

il grande Eduardo de Filippo, che a Spoleto allestì nel 1977 Napoli Milionaria, diceva che “...finché ci sarà un filo d’erba sulla terra, ce ne sarà uno finto sul palcoscenico”.

Suggerisco ai politici spoletini, sensibili allo sviluppo e alle idee, di valutare una collaborazione fra i maggiori produttori teatrali italiani (e magari anche non solo) per poter ospitare qua da noi l’allestimento e la rappresentazione di spettacoli teatrali.

Ricordo che la prima di uno spettacolo, viene preceduta da un lungo periodo di prove.

Prima a tavolino, poi in piedi e poi in palcoscenico.

Le prove che precedono l’andata in scena di uno spettacolo teatrale, vedono partecipare molte persone oltre gli attori e il regista. Persone che abitano in albergo, mangiano al ristorante, usano servizi e negozi della città che li ospita.

Ci sono gli scenografi, gli scenotecnici, gli autori, i musicisti, i costruttori della scenografia, i costumisti, le sarte, i tecnici delle luci e del suono, i trasportatori, il personale amministrativo, quello del teatro stesso e molti altri.

Roma, che vede la maggiore concentrazione di produzioni teatrali e città di riferimento a noi più vicina, fatica a mettere a disposizione sale dove effettuare le prove. E quando si trovano, i costi sono spesso impegnativi e la qualità del servizio non sempre all’altezza delle aspettative.

Noi invece, qua a Spoleto, possiamo offrire dei teatri veri, completi, non semplici sale prova (che spesso significa la palestra dell’oratorio, o qualche stanzone).

I nostri teatri, spesso non sono utilizzati per tutti i 12 mesi dell’anno, e nei periodi vuoti, potrebbero essere resi disponibili per mettere in prova e poi in scena gli spettacoli.

Per poter realizzare il progetto di ospitare prime nazionali, ci sarebbe da individuare le persone giuste, prima fra i funzionari del Comune e poi fra i professionisti di cui la città è ricca, per poter attivare una collaborazione fra le case di produzione e la città.

La città di Spoleto potrebbe offrire ad un prezzo concordato l’utilizzo dei teatri, oltre a una rete di professionisti tecnici che hanno fatto la storia del teatro mondiale, a laboratori artigiani che conoscono tutti i segreti del teatro, alberghi e ristoranti adatti, oltre ad un territorio bello, ma soprattutto ad una interessante vicinanza dalla capitale.

Possiamo offrire anche, magari in collaborazione con le strutture professionali del Festival e con gli uffici stampa del territorio, una visibilità attraverso i contatti con la stampa specializzata.

In cambio noi potremmo chiedere la rappresentazione della prima nazionale qua a Spoleto che porterebbe grande visibilità oltre che un’opportunità economica per le strutture turistiche.

Si potrebbe finalmente ripopolare il centro storico con i suoi locali e sarebbe possibile attivare azioni di contorno come incontri di studio sugli argomenti legati ad autori e testi.

Questa idea andrebbe secondo me sviluppata, arricchita e ne andrebbe verificata la fattibilità.

Tutto quello detto fino a qui, dovrebbe essere finalizzato a produrre lavoro e qualità della vita a vantaggio della nostra città.

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