TIPOLOGIE DI SIPARIO

 

Vogliamo parlare del sipario? Che cos’è, a cosa serve, come è fatto?

Allora, il sipario è quel telo generalmente in velluto pesante, che divide la sala destinata al pubblico dal palcoscenico.

Cade circa all’altezza del proscenio, cioè la parte avanti del palco e viene manovrato dal siparista attraverso delle corde.

Il sipario divide il mondo reale, quello dove si accomoda il pubblico, da quello della fantasia.

Appena aperto il velario, non esiste più e la divisione fra i due mondi tende a confondersi in un unico solo grande spazio.

La fantasia scende anche in sala e sul palco arrivano le emozioni degli spettatori.

Perché è fatto di velluto? Beh, questo serve per assorbire il suono. Lo stesso motivo per cui in genere in sala c’è molta moquette. Le poltrone sono anche loro rivestite di velluto.

Insomma tutta stoffa che ha il compito di assorbire i rimbalzi di suono e rumori, migliorando l’acustica del teatro.

Ci sono molte tipologie di sipario e si differenziano per come viene aperto e chiuso.

Quello classico, composto di due parti che si aprono in orizzontale fino a sparire dietro le quinte di boccascena è detto “alla greca”.

Quello all’italiana (o all’imperiale) si apre dal centro attraverso due corde ancorate sulla stoffa a circa 2 metri da terra e arrivano fino alla sommità. Le corde passano attraverso una fila di anelli, fissati saldamente alla stoffa e formano un semicerchio. Tirando le due corde si alza la stoffa fino alla completa apertura. Il meccanismo di apertura e chiusura è dotato di contrappeso.

Poi c’è quello “alla tedesca.

Per la verità questo secondo me si dovrebbe chiamare alla francese, ma mi fido di Bruno Mello autore del Trattato di Scenotecnica. La Bibbia per questo mondo.

Comunque questo alla tedesca, si alza verticalmente, fino a sparire in soffitta, in un movimento cosiddetto “a ghigliottina” (Ghigliottina quindi francese ma…). È fermato su di uno stangone a mezzo di corde che si avvolgono attorno ad un tamburo posto in soffitta. Anche questo meccanismo è dotato di contrappeso.

Quello alla francese, invece, secondo il Mello, usa il sistema italiano per l’apertura e contemporaneamente quello alla tedesca per salire o scendere.

Molti teatri storici, oltre il sipario di velluto, conservano ancora un secondo sipario detto “velario” o “comodino”, che si apre in due metà oppure cala a ghigliottina sul palcoscenico.

Normalmente è costituito da una tela rigida, spesso dipinta con scene allegoriche o storiche ed ha anche una funzione decorativa.

Il sipario storico è su tela dipinta e rappresenta in genere un momento storico appunto della città dove è collocato il teatro che lo ospita.

Finiamo l’elenco delle principali tipologie con il “sipario di ferro” o “tagliafuoco”.

La funzione primaria è quella che suggerisce il nome. Dividere il palcoscenico dalla sala attraverso una barriera resistente al fuoco.

Alcuni registi amano usarlo anche durante lo spettacolo ma in genere viene chiuso per motivi di sicurezza, solo quando è finito lo spettacolo ed il pubblico è uscito.

Non tutti i teatri ne sono dotati.

Sipario.

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