CHE FARE?

 

Qualcuno già all’inizio del secolo scorso si è fatto questa domanda: “Che fare?“.

Lì il dubbio nasceva da esigenze diverse rispetto a quelle di oggi.

In pochi, anni dopo, a metà circa del 900, quando i nazisti cercarono di imporre la propria idea del mondo che passava per i forni crematori, per il tentativo di distruggere una intera popolazione ebbero lo stesso dubbio.

La gente viveva, in Germania e nelle terre alleate come anche l’Italia, una vita “normale” mentre gli uomini di Hitler, con la complicità dei fascisti italiani, incarceravano,  uccidevano, bruciavano, straziavano, affamavano ebrei non abbastanza facoltosi, poveri, omosessuali, zingari, disabili, bambini, vecchi e tutto quello che capitava loro a tiro.

Adesso succede qualcosa di molto simile, proprio per mano dei figli e dei nipoti di chi ha vissuto quella esperienza dalla parte delle vittime e forse proprio per questo, cattivissimi.

Quello che accade oggi è più strutturato, più pensato, più voluto.

Mi riferisco naturalmente a quello che sta succedendo anche adesso mentre leggi queste parole nella Striscia di Gaza per mano del governo israeliano.

E adesso noi ci chiediamo “Che fare?

Non tutti esprimono questo dubbio, ma siamo in parecchi a farlo.

Allora che cosa possiamo realmente fare di decisivo e di risolutivo?

Un gesto importante sarebbe quello di rimuovere dalla gestione del potere chi sta attuando questa vergognosa strage.

Via da dove stanno.

Vanno messi in galera e giudicati onestamente per quello che stanno facendo. E poi, a bocce ferme, possiamo anche cercare di capire cosa ha causato questa esplosione di odio per essere pronti quando capiterà di nuovo perché capiterà ancora.

Di sicuro.

Ma, come allora i nazisti si servirono della complicità dei fascisti, pure oggi da soli i governanti israeliani non potrebbero fare molto.

Senza l’appoggio degli altrettanto criminali che li sostengono.

Ecco, quei criminali di cui tutti conosciamo il nome, vanno sì rimossi, ma anche messi in condizione di non tornare a influenzare le scelte che fanno la storia. Tanto come la pensano ce l’hanno già fatto capire bene.

Sennò, non facendolo, pure noi saremmo complici

Ci troveremmo solo un gradino prima di quelli che adesso consentono la vergogna che sta succedendo.

Quindi ricordiamo bene chi sono quelli che adesso possono fermare la strage e non lo fanno.

Torneranno a chiederci il voto.

Ancora.

Senza vergogna.

Appoggiati da un elettorato a volte complice e altre volte pericolosamente distratto.

Ricordiamocelo quando si tratterà di dire come la pensiamo con una semplice crocetta sulla prossima scheda elettorale.
Sia che si tratti di elezioni locali, nazionali o europee.

Pensiamoci.

Intanto questo andrebbe fatto ora.

Intanto.

In modo che quando ci verrà chiesto “tu che hai fatto?” avremo qualcosa da rispondere.
Non solo chiacchiere vuote.

 

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