NANOF, L’ALTRO

Allora chiariamo subito un concetto.

Se tu sei fra quelli che pensano che l’opera lirica è solo quella di Puccini, Bellini, Donizetti, Rossini e compagnia bella, allora lasca perdere.

Non lo leggere nemmeno questo articolo e non buttare tempo per andare al Caio Melisso di Spoleto per assistere all’opera “Nanof, L’Altro”.

Produzione del Teatro Lirico Sperimentale che come dice il nome, appunto, “sperimenta”.

Quindi se pensi che l’opera merita spunti nuovi e anche ricerca di alti linguaggi, allora troverai Nanof interessante.

L’occasione per questa proposta è data dalla storia di Oreste Fernando Nannetti, Nanof, elettricista romano internato nel manicomio di Volterra perché colpevole di aver fatto resistenza a pubblico ufficiale.

Non so adesso, ma nei primi decenni del secolo scorso non era difficile ritrovarsi in manicomio per vicende del genere.

Nanof, come ci hanno raccontato nell’affollata conferenza stampa, ha passato tutto il periodo del suo internamento, a tracciare graffiti sul muro del manicomio. 100 metri di lunghezza per 120 centimetri di altezza, dove il protagonista di questa intensa storia ha tracciato usando la fibbia della cintura, la sua esperienza, le sue aspettative, le sue comunicazioni sperate con l’esterno. Comunicazioni che non usciranno mai all’esterno.

Una vicenda interessantissima che è stata coraggiosamente portata in scena al Caio Melisso dal Teatro Lirico Sperimentale che così inaugura la sua stagione numero 79.

Un’opera in un atto di Antonio Agostini, con libretto scritto dallo stesso Agostini insieme a Chiara Serani e con la collaborazione di Davide Toschi. La regia è di Alessio Pizzech che dice “Nanof è un atto di fiducia nel futuro“.

Orchestra diretta da Mimma Campanale che guida un’ensemble tutta maschile. La Campanale è anche laureata in psicologia e chissà se questo l’ha aiutata a leggere in modo diverso la storia di Nanof: schizofrenico.

Conferenza stampa come dicevo affollata di tanti giornalisti del settore. L’ufficio stampa diretto da Chiara di Vito, ha fatto un ottimo lavoro.

Efficace l’impegno del Presidente Roberto Calai e del suo staff.

Accorta ed efficace la regia. Buono il lavoro dello scenografo Andrea Stanisci. Intriganti i costumi pensati da Clelia de Angelis. Interessanti le luci di Eva Bruno.

Per quanto riguarda musica e libretto, non sono in grado di giudicare, ma nemmeno di gridare al miracolo.

Ho paura che a me ci vorrà un po’ per metabolizzarlo, ma la proposta è sicuramente interessante e il lavoro che lo Sperimentale ha messo in campo anche per le prossime proposte, rischia di portare una bella e meritata visibilità all’istituzione e di riflesso anche alla città di Spoleto che pare proprio tagliata su misura per questo genere di eventi.

Nella stessa sera al Teatro Romano un concerto di Serena Rossi, che magari sarebbe stato meglio non far accavallare.

I ruoli di Nanof sono interpretati da Marco Guarini e Davide Peroni, mentre i ruoli femminili sono ricoperti da Lorena Cesaretti/Chiara Latini, Emma Alessi Innocenti/Francesca Lione. Inoltre, nel cast compaiono Sathya Gangale/Giuseppe Zema (Primario), Nicola Di Filippo/Paolo Mascari (Infermiere 1) e Stepan Polishchuk/Dario Sogos (Infermiere 2)

Il coro e l’ensemble musicale sono quelli del Teatro Lirico Sperimentale, con la direzione di Mauro Presazzi. 

NANOF, L’ALTRO

Musica: Antonio Agostini
Libretto: Chiara Serani, Antonio Agostini (con Davide Toschi)
Direttore: Mimma Campanale
Regia: Alessio Pizzech

Spoleto, Teatro Caio Melisso

Giovedi 7 agosto, ore 20:30 (anteprima)
Venerdi 8 e Sabato 9 agosto, ore 20:30
domenica 10 agosto, ore 17:00

Nuovo allestimento – Prima Rappresentazione Assoluta

 

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