MA COME AVRANNO FATTO?

 

Eccoci qui, abitanti del terzo millennio, giunti al 2025 con la nostra fiera consapevolezza e la nostra rinnovata sensibilità. Eppure continuiamo a interrogarci, inquieti, su chi ci ha preceduto.

Come cavolo hanno potuto tollerarlo? Come hanno fatto quelle persone, nella prima metà del Novecento in Europa, a voltarsi dall’altra parte mentre i forni crematori bruciavano vite umane, mentre un’intera etnia rischiava di venire cancellata dalla faccia della terra, mentre nazioni cadevano una dopo l’altra sotto il peso dell’invasione nazista?

Ci sono volute le truppe russe, seguite immediatamente da quelle americane, per spalancare i cancelli di Auschwitz e liberare le persone lì rinchiuse in attesa del proprio turno di morte sotto la furia nazista.

Ma la domanda resta: come hanno potuto, quelli che vivevano una vita “normale“, rimanere indifferenti rispetto a quello che accadeva proprio accanto a loro? Nel giardinetto di casa.

Difficile anche sostenere che “non si sapeva.

Treni stracolmi di persone spedite verso i campi di sterminio sotto la frusta di nazisti tedeschi e fascisti italiani attraversavano città e campagne e partivano dalle stesse stazioni dove gli altri salivano in treno per vacanza o per lavoro.

Tutti vedevano. Tutti sapevano.

Proviamo a immaginare se oggi, qui vicino a noi, nel terzo millennio, qualcuno decidesse di rubare la terra del vicino sterminandone gli abitanti.

Le persone di oggi non lo permetterebbero.

Adesso, come nei primi anni del Novecento, anche se allora in forma minore, sappiamo cosa succede nel mondo.

E la sensibilità, l’umanità che ormai abbiamo sviluppato non consentirebbe comportamenti violenti. Figuriamoci un genocidio.

Eppure, immaginiamo l’inimmaginabile:

che cosa succederebbe se un popolo, in parte rappresentante proprio di quello che nel secolo scorso stava dall’altra parte del filo spinato, decidesse di imbracciare le armi moderne e ammazzare tutti, ma proprio tutti gli abitanti delle terre confinanti?

Abitanti armati solo di pietre. Tutti: civili, anziani, bambini, donne. Tutti.

Immaginiamo se questi violenti bloccassero gli aiuti umanitari alla frontiera per lasciar morire di fame quelli disarmati. Se bombardassero le persone in fila dove si distribuisce il poco pane rimasto, poi aspettassero l’arrivo dei soccorsi, medici, infermieri, per bombardare una seconda volta e uccidere più persone possibile.

Leggo di 300 tonnellate di aiuti alimentari bloccati su una nave nel porto di Genova perché Israele vieta la distribuzione e quindi l’importazione di miele, marmellate, biscotti per i bambini, perché ritenuti cibi troppo energetici quindi pericolosi. Certo, se decidi di farli morire di fame ci sta.

Cosa direbbero quelli che predicano “aiutiamoli a casa loro” se qualcuno quella casa la distruggesse, insieme alle scuole, alle strade, agli ospedali?

Come reagirebbero le persone perbene, quelle che la domenica vanno a messa e lasciano un’offerta per gli ultimi, se vedessero cadaveri di persone anche bambini morti per la fame e per le ferite da bombe e armi da fuoco?

Come reagirebbero di fronte alle immagini di soldati che giocano al tiro a bersaglio sparando e uccidendo civili disarmati?

Immaginiamo se le persone perbene oggi, nel 2025, finalmente nel terzo millennio, vedessero queste cose.

Chissà come reagirebbero. Come reagiremmo tutti noi.

Usciremmo di sicuro dagli schieramenti. Contesteremmo tutti insieme, a prescindere dall’idea politica, i governanti di quei paesi che dovessero appoggiare questo genocidio. Anche se uno di quei paesi fosse il nostro.

“La domanda più persistente e urgente della vita è: cosa stai facendo per gli altri?” Si chiedeva Martin Luther King Jr. già nel secolo scorso.

Ma per fortuna noi siamo usciti dal buio.

Queste cose non potranno accadere più.

Ormai siamo nel terzo millennio e i campi di sterminio, il razzismo, la violenza, le armi, la fame: li abbiamo lasciati nel secolo scorso, quando a comandare era il mercato, le fabbriche di armi, chi si occupa di ricostruzione e i politici con la schiena storta.

 

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