No. Non mi votate per favore. E non fatelo per due motivi principali.
- Perché non mi candido. Non ho intenzione di farlo. Sono a disposizione per aiutare, ma essere un politico non è la mia aspirazione. Per fare il politico bisogna essere diplomatici ed avere un sogno. Un obiettivo e individuare la strada per raggiungerlo. Io so di non essere diplomatico. Purtroppo. Sì sono gentile, ma non diplomatico e ogni tanto mi scatta la bestia e mando a quel paese. Ci metto un po’, ma a volte mi capita.
- Bloccherei tutti i finanziamenti per la costruzione di nuove strade, ponti, gallerie, cavalcavie, arterie varie destinate alla circolazione del traffico privato.
Aumenterei la manutenzione e la cura di quelle strade, cavalcavia, gallerie, parcheggi che ci sono già.
Ma strade nuove no.
E destinerei quello che si può, per potenziare il servizio pubblico. Quindi più treni, più Bus, più tassisti anche, perché no?
Uscire da casa, chiamare un taxi, farsi accompagnare alla stazione e viaggiare su treni puntuali e puliti, sarebbe uno dei miei principali obiettivi.
Tutto questo aiuterebbe anche a raggiungere prezzi onesti.
Dice “…ma le fabbriche di automobili e tutti quelli che ci lavorano che fine farebbero“.
Devo rispondere?
Stanno già tutti all’estero, vedi Stellantis e continuano a cercare di recuperare terreno ormai scivolato via verso l’Asia che è diventata la fabbrica del mondo.
Ma non scherziamo via.
Ho cercato di capire quanto abbiamo speso fino a qui dagli anni ’60 ad oggi. Tanti soldi.
Metto la risposta ottenuta da una breve ricerca in internet alla fine dell’articolo.
Quante strutture pubbliche ci avremmo realizzato con tutti quei soldi?
Ormai quello che abbiamo secondo me ci basta anche se va ovviamente curato e manutenuto, ma basta così.
Per il resto sviluppiamo con competenza, rispetto ed impegno il trasporto pubblico per cose e persone.
Treni merci, navi, taxi, bus, traghetti, barconi fluviali…
Non mi votate.
Grazie
Dal 1960 a oggi, l’Italia ha speso diverse centinaia di miliardi di euro in infrastrutture stradali e viarie, con stime che superano i 300 miliardi di euro complessivi.
Ecco una panoramica più dettagliata:
🛣️ Spesa pubblica in infrastrutture stradali dal 1960 a oggi
- Anni ’60–’80: Periodo di forte espansione autostradale e viaria. La costruzione di grandi arterie come l’Autostrada del Sole e le tangenziali urbane ha assorbito una quota significativa del bilancio statale e regionale. In quegli anni, si stima che decine di miliardi di euro (in valuta attualizzata) siano stati investiti.
- Anni ’90–2000: La spesa si è mantenuta elevata, con interventi di manutenzione, ampliamento e nuove opere. Secondo dati aggregati, la spesa media annua per infrastrutture stradali si aggirava tra i 5 e i 10 miliardi di euro.
- Dal 2000 a oggi: L’Italia ha continuato a investire, anche se con fluttuazioni. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha recentemente stanziato oltre 40 miliardi di euro per infrastrutture, di cui una parte significativa destinata alla viabilità.
- Stima cumulativa: Sommando le spese annuali, si può stimare che tra il 1960 e il 2025 siano stati spesi oltre 300 miliardi di euro in infrastrutture legate alla circolazione del traffico privato, includendo strade, ponti, gallerie, svincoli e parcheggi.
📊 Considerazioni
- Queste cifre includono sia costruzione ex novo che manutenzione ordinaria e straordinaria.
- Le fonti ufficiali come la Ragioneria Generale dello Stato e l’Osservatorio CPI offrono serie storiche dettagliate, ma spesso aggregate per macro-categorie, rendendo difficile isolare solo la spesa per il traffico privato.
- La distinzione tra infrastrutture per traffico privato e pubblico (es. ferrovie, tramvie) non è sempre netta nei bilanci pubblici.
Ecco.

