TORNIAMO A PARLARE DI GAZA

Oggi di Gaza si parla molto meno, ma la guerra non è finita per i civili.
Quasi tutta la popolazione è ancora sfollata, molti per la terza o quarta volta, e vivono in tende o in edifici semidistrutti.

L’inverno ha trasformato i campi in laghi di fango: migliaia di tende sono state allagate, quasi 800.000 persone si trovano in aree a rischio inondazione, bambini e neonati rischiano l’ipotermia.
Si sopravvive facendo la fila per acqua, cibo e cure mediche in un territorio dove oltre il 90% delle case è stato danneggiato o distrutto.

Secondo l’ONU i palestinesi uccisi dal 7 ottobre 2023 sono più di 71.000, con oltre 171.000 feriti.
E anche dopo il cessate il fuoco continuano le vittime: almeno 449 palestinesi uccisi e più di 1.200 feriti in questi mesi, inclusi molti civili.

Nel frattempo, nei forum internazionali si parla di una “Nuova Gaza”: progetti da grattacieli sul mare, una “riviera” di lusso, smart cities, perfino piani di rilocazione “volontaria” di parte della popolazione.
Sono piani presentati come ricostruzione, ma criticati da molti come “disaster capitalism”: si monetizza la distruzione mentre i gazawi non hanno ancora una casa, un ospedale funzionante, né voce sui progetti per la loro terra. Progetti gestiti da riconosciuti criminali di guerra.

Ma come mai ora di Gaza si parla così poco? Finita o attenuata l’emergenza?

Se di Gaza si parla meno è anche perché l’accesso ai giornalisti è stato duramente limitato, decine di reporter sono stati uccisi e il conflitto è diventato “vecchia notizia” per le grandi redazioni.
Ma i numeri, le tende nel fango e i progetti immobiliari ci dicono che la storia non è finita: è solo uscita dal frame mediatico.

Se di Gaza si parla meno non è perché il dramma sia finito.
È perché è uscito dal nostro notiziario quotidiano.

Sta a noi decidere se spegnere lo sguardo…
o continuare a guardare, a verificare, a fare domande scomode.

Qui di seguito i link che mi sono serviti per questo breve articolo.


Link:

OCHA situazione umanitaria: https://www.un.org/unispal/document/ocha-humanitarian-situation-update-353-gaza-strip/
ICRC inverno a Gaza: https://www.icrc.org/en/article/gaza-severe-winter-conditions-compound-humanitarian-crisis-displaced-palestinians
Analisi media blackout: https://rsf.org/en/one-year-gaza-how-israel-orchestrated-media-blackout-region-war
Piano “New Gaza”: https://www.bbc.com/news/articles/cy7mmpljze7o
Piano “Gaza Riviera”:

https://www.cnbc.com/2025/09/01/gaza-riviera-trump-administration-weighs-post-war-redevelopment-plan.html​

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