IL SALUTO A MONSIGNOR FONTANA

Oggi è un giovedì piovoso ed è la giornata pensata da chi decide, per l’ultimo saluto a Monsignor Riccardo Fontana.

Ex Arcivescovo di Spoleto spostato dal Papa ad Arezzo. Ricordo il pianto che si fece lui dopo la conferenza stampa quando rimanemmo in pochi a casa sua. Voleva rimanere a Spoleto, ma ha obbedito all’ordine del Vaticano.

Lì ad Arezzo è andato in pensione, poi si è ammalato e purtroppo ci ha lasciati 3 giorni fa.

A me è capitato in questi anni di andare a trovarlo qualche volta a casa sua ad Arezzo e non ho potuto fare a meno di notare la sua libreria. Due stanze di scaffali splendidamente decorati da artigiani spoletini, che conservano libri su Spoleto.

La passione di quello che è stato uno dei maggiori artefici dello sviluppo della nostra città, negli anni in cui Spoleto si sviluppava, era rappresentata benissimo dai contatti mantenuti con artisti e artigiani e soprattutto con una enorme libreria di testi su Spoleto.

Io pure, a casa, di libri sulla nostra città ce n’ho parecchi ma raggiungere Fontana è impossibile.

Leggendo sui social in queste ore, non ho potuto fare a meno di notare l’effetto Livella. Quello di Totò per intenderci.

Adesso tutti lo stimano, a Fontana, tutti sono dispiaciuti della sua morte, anche quelli che appena se ne andò tirarono un sospiro di sollievo.

La vita è fatta così. Popolata di gente di tutti i tipi. Però è anche questo un modo per riflettere.

Aveva pensato di farsi seppellire a Spoleto, in Duomo, ma poi è andata diversamente.

Salutando Fontana mi torna in mente il pensiero di un amico che amava dire: “Nessuno è completamente inutile. Può almeno servire come cattivo esempio“.

Buon viaggio Monsignore e buona giornata piovosa a noi qua.

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