I PALLONI GONFIATI

Da un po’ di tempo bazzicano per la città di Spoleto, ignoti buontemponi che lasciano palloncini e comunicati per dire la loro su vari argomenti.

La seconda uscita ha visto come punto di riferimento, il Teatro Nuovo – Menotti.

Le statue che abbelliscono la facciata, sono state a loro volta abbellite da ghirlande di palloncini colorati e dal seguente comunicato:

“Spoleto 22 luglio 2017 comunicato di buona volontà.

I Palloni Gonfiati: “Il Sindaco di Spoleto è uno di noi” Esprimiamo completa solidarietà al Sindaco di Spoleto, per noi anche Presidente della Fondazione del Festival.

Riteniamo l’interpellanza parlamentare un capzioso virtuosismo tipico di chi, incapace di articolare giudizi di merito sull’impostazione culturale del Festival, preferisce giocare con i cavilli dei regolamenti per stabilire una “verità” legale.

I giacobinismi non ci sono mai piaciuti –c’è sempre uno più giacobino di te e… la fine è purtroppo nota. Mediante interrogazione parlamentare, motivata “per il bene di questa città”, assistiamo a un’azione contro il Sindaco, unica figura istituzionale che contiene l’ormai residuo nesso sopravvissuto tra Festival e Spoleto, sollevando il sospetto dell’incompatibilità tra la carica di primo cittadino e quella di presidente della Fondazione Festival.

Eccepire la plausibilità legale dell’unico ancoraggio residuo del Festival alla nostra città è da irresponsabili, se non si propone un’alternativa. A meno che questa azione non miri a una centralizzazione in Regione dei festival- dei Due Mondi, del Jazz, delle Nazioni e forse anche la Quintana?- creando lo spazio politico per l’ennesimo drenaggio culturale e istituzionale che impoverisca questa nostra Spoleto.

A noi non piace neanche pensarlo. La nostra azione e il nostro impegno sono sul fronte culturale. Che noi si sia critici con certe scelte culturali si sa: abbiamo gonfiato 500 palloncini di parole messe nelle fontane e corredate da testo di spiegazione affisso con delicatezza. Parole che son state staccate dai muri, ma non dal cuore e dall’ascolto della cittadinanza -qui e fuori Spoleto.

Atto inutile: il web mostra che la produzione e diffusione di contenuti (critiche e istallazioni visive) rendono risibile l’ordine di staccare dei manifestini dal muro, che comunque è parte dello spazio comune della città. Ci è sembrato arrampicarsi sugli specchi dire in conferenza stampa che i palloncini son piaciuti (“erano colorati, carini”: no, Sindaco, erano bianchi!) ma “non posso consentire che in una città civile il primo che s’alza appiccica al muro un manifestino come se fosse nella sua camera da letto!”.

Noi viviamo qui e Spoleto è la nostra casa. Ci ha atterrito l’applauso reso da alcuni presenti per esprimere consenso alla decisione di silenziare dissenso e critica costruttiva.

Dopo gli orfani del Torneo dei Castelli la fiera della banalità si arricchisce di nuovi corifei che preferiscono sollevare perplessità sul regolamento, ma tacere, ad esempio, sul fatto che dal Festival è stata data la piazza a Fiorella Mannoia; che quest’anno aver collocato alle 21 il concerto in piazza ha spaesato l’evento (non a caso l’inizio era alle 19, quando il sole colpisce l’oro del mosaico di Solsterno e la luce al tramonto si fonde con la musica, rendendo palpabile l’anima della piazza); che nel tragitto sotterraneo da Spoleto Sfera a piazza della libertà, tra le gigantografie degli “amici del festival”, compare anche Giancarlo Menotti (lui che è l’ideatore e fondatore?) con una confusione che pare suggerire la voglia di archiviare Menotti nell’illustre gruppo dei tanti che di qui son passati.

Dissentiamo quando è necessario, ma siamo con Sindaco e Assessori nel voler radicare sempre di più questo Festival e la cultura nel governo di questa città.

I Palloni Gonfiati.”