RICONVERSIONE INDUSTRIALE PER GUARDARE AL FUTURO

Quanto ci vorrà a chi gestisce le sorti di questo nostro territorio per capire che alcune realtà economiche della nostra zona, potrebbero avere gli anni e forse anche i mesi contati?

Non siamo stati in grado di capirlo troppe volte e ci siamo così ritrovati a rincorrere casse integrazioni e aiuti statali vari.

Persone con un’alta preparazione, trasformate da un giorno all’altro in una specie da proteggere per non lasciare cadere in rovina l’economia di tutto il territorio.

Forse se si fosse intervenuto prima, una soluzione si sarebbe trovata.

Allora faccio una domanda:

“Chi pensa che fra 20 anni, le aziende oggi attive potranno ancora sicuramente continuare ad essere una risorsa per l’Italia”?

C’è qualcuno che pensa che senza nessun dubbio aziende che oggi danno rispettosamente lavoro a tanta gente, potranno continuare a produrre benessere ed occupazione?

Allora, se il futuro dovesse portarci a scoprire che la proprietà di alcune attività ritiene più vantaggioso produrre che so, in Cina, cosa faremmo noi?

Andremmo di nuovo a bussare alle casse pubbliche sempre più sfiatate?

Questo vale per tutte le aziende grandi, ma anche per le piccole attività commerciali e artigianali.

Non servirà allora inventare un’alternativa da tirar fuori al momento giusto?

Proposta:

Sarà possibile preparare dei corsi, magari finanziati dalla Comunità Europea per adeguare le competenze di chi attualmente lavora, verso settori nuovi che si pensa possano avere un futuro più lungo?

Insomma mentre si è occupati, prepararsi per imparare un lavoro diverso, da tenere di scorta per i momenti bui.

Questa stessa preparazione andrebbe a mio avviso, di concerto con le aziende, offerta anche ai disoccupati, per consentire un rapido accesso al mondo del lavoro.

Gli imprenditori poi, andrebbero supportati per consentire loro di svilupparsi anche in altri settori, magari non lasciando, finché funziona, nemmeno quello vecchio.

Da qualche parte la chiamano “riconversione” io preferisco pensare che questo meccanismo sia uno dei pochi che ci consentirebbero di guardare con fiducia al futuro.