VORREI FARE L’ELETTORE

Con l’avvicinarsi delle prossime amministrative in programma per la metà del 2019 (anticipate a giugno 2018 per la prematura scomparsa a dicembre 2017 del sindaco in carica Fabrizio Cardarelli) in città si sente sempre più spesso parlare di strategie elettorali, di formazione di nuovi gruppi, di liste civiche, di smucinamento di partiti.

Sorrisi a denti serrati, strette di mano a volte forzate, saluti calcolati, ricerca di consensi… insomma una città già da ora in fermento.

E in questo fermento capita che qualcuno abbia il pensiero di chiedere anche a me, come a tanti altri, un aiuto fattivo per le prossime elezioni.

Gruppi politici già formati o liste ancora in formazione, mi chiedono di partecipare al loro progetto di sviluppo della città.

Ovviamente sono lusingato dell’attenzione e della fiducia che si ripone in quello che, secondo loro, potrei fare.

Il fatto però è che io mi conosco abbastanza per essere certo di non avere le capacità che servono.

PUNTO.

Ringrazio tutti, ovviamente, ma fino ad ora non mi sono mai buttato nella mischia e credo che ormai il tempo per me sia passato.

Ci vogliono delle qualità che senza inutile e falsa modestia, sono sicuro di non avere.

Una capacità diplomatica che non ho mai perfezionato e che rischia sempre di grippare creando problemi.

Facile allo scapoccio, posso rappresentare solo me stesso e a volte con fatica.

Se sono convinto di aver ragione, mi risulta difficile prendere strade tortuose per raggiungere l’obiettivo e questo non è un comportamento da bravo politico, che dovrebbe invece diplomaticamente cercare di raggiungere lo scopo.

Questo per scusarmi con chi mi ha chiesto di partecipare attivamente.

GRAZIE … PASSO.

A me, in alternativa però, piacerebbe proprio tanto poter fare l’elettore.

Il politico non l’ho mai fatto e non ne sarei capace, ma vorrei avere la possibilità di scegliere persone degne a rappresentare me e i cittadini di Spoleto, alla guida della città.

Allora ci rivedremo magari quando ci sarà chi invece, candidato per l’impegnativo ruolo di amministratore, ci farà sapere quali sono le idee per non lasciar morire questa città.

Ecco, di quelle, delle idee, questo territorio ha un disperato e urgente bisogno.

E anche di persone capaci.

Speriamo di trovare quelle giuste quando sarà il momento. Anche un attimo prima.

E poche chiacchiere, che volendo ci sarebbe tanto da fare pure senza aspettare le prossime elezioni.

M. C.

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Faccio una piccola aggiunta oggi che siamo già nel 2018. Il 17 gennaio per l’esattezza.

Le offerte di candidatura continuano ad arrivare e il mio “ego” ne giova.

Però rimango sempre della stessa idea: Non voglio candidarmi per fare il sindaco, ma visto che c’è tanta gente che mi vede in una posizione di comando, accetto la proposta, se qualcuno volesse farmela, per la candidatura a parlamentare europeo.

A Bruxelles ci sono già stato e la città mi piace.

Me la cavo pure con la lingua francese; il fiammingo non lo conosco, ma non sarà quello il problema.

Lo stipendio credo sia interessante e soprattutto non bisogna farsi il culo. Almeno, da quello che vedo, non pare essere obbligatorio.

Ecco, come parlamentare europeo mi ci vedo.

Se qualcuno volesse candidarmi io accetterei. Per quale partito? Mah, quando mi concentro sullo stipendio divento meno schizzinoso.

L’immagine in evidenza viene da QUI

Quella in fondo all’articolo, invece, da QUI

 

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