LETTERE AL DIRETTORE 


Caro direttore, scrivo per conoscere la sua opinione riguardo quello che mi sta capitando.
Le spiego: sono appena tornata da un viaggio in Umbria, esattamente tre settimane fa. La zona è quella di Spoleto.

Lì ho incontrato un uomo che mi ha subito coinvolto. 

Occhi chiari, gentile, premuroso. L’ho incontrato in una tabaccheria. Abbiamo cominciato a frequentarci per il periodo della mia permanenza a Spoleto. Cene, fiori, cioccolatini, stordimento.

Caro direttore, non ho remore nel dirle che ho ceduto alla passione.
E gliel’ho ammollata. Mi scusi la franchezza, ma non riesco a trovare altri termini.

Dopo questa fantastica esperienza, però, il mio amico ha cominciato ad allontanarsi. Finiti i cioccolatini, le cene, le vertigini.
Io sono una che si affeziona e il comportamento di Nicola (nome di fantasia) mi ha veramente sconvolto.

Adesso avrei bisogno di un consiglio su come comportarmi.
Lo devo seguire in Puglia dove è scappato per sfuggirmi, o devo sforzarmi di dimenticarlo?

Grazie per la sua risposta.
Sono aperta anche ai commenti che i suoi lettori vorranno farmi arrivare.

Speranzosa 77
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Caro direttore,
sono qua a scriverle ancora per aggiornarla sulla mia piccola storia.
Ho incontrato Nicola (nome di fantasia) grazie ad un mio recente viaggio in Puglia proprio nella città dove risiede lui.

Avevo pensato ad un fine settimana rilassante, non ricordando che quella graziosa cittadina in riva al mare, è proprio quella dove abita lui.
Lunghe passeggiate lungo il corso, poi la spiaggia, poi in tutti i bar, nell’unico cinema e alla fine, casualmente, l’ho incontrato.

Lui alla mia vista sembrava un po’ spaventato, ma io so che era solo emozionato nel vedermi.
Lo conosco bene e capisco quando si sente a disagio.
Quello era uno di quei momenti.

Appena mi ha visto, per non cadere in tentazione ha cominciato addirittura a scappare lungo il corso. E urlava anche, chiedendo aiuto.
Io a correre dietro a lui chiamandolo per nome, ma niente.
Non riusciva a reggere la mia presenza.

A questo punto avrei nuovamente bisogno di un consiglio: come faccio a ritrovarlo visto che non torna a casa sua da giorni e nemmeno i suoi amici sanno dov’è?

Ancora sua Speranzosa 77

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Caro direttore
Volevo chiedere il suo punto di vista su una storia che mi è recentemente capitata in Umbria dove ho vissuto per un breve periodo di tempo.

Io sono pugliese e per motivi di lavoro ho trascorso alcuni mesi nella zona di Spoleto.
Tempo fa ho incontrato una ragazza a prima vista simpatica ed equilibrata.
Ci ho trascorso qualche piacevole serata, siamo stati a cena in pizzeria.
Divertenti serate passeggiando per il centro storico magico della città.
Duomo, Ponte delle Torri, Giardini, vicoli, scorci romantici.

Tutto bene fino a quando non ha cominciato a chiedermi con insistenza fiori, cioccolatini, lettere d’amore.
Un’ossessione preoccupante.

Al momento di “quagliare” non me la sono sentita e non sono andato avanti.
Lei, durante una passeggiata serale al Giro della Rocca, mi è improvvisamente svenuta fra le braccia e quando si è svegliata si è dichiarata convinta di “avermela ammollata”.

Francamente sono un po’ spaventato. Ho qualche difficoltà a confrontarmi con le persone che mostrano un … diciamo … equilibrio precario.
Così sono scappato tornando in Puglia, mia terra d’origine.
Pure lì mi ha ritrovato e rincorso lungo la strada principale urlando frasi sconnesse come “te l’ho ammollata” “irriconoscente…” “dove sono i miei fiori e i miei cioccolatini”?

Mi vergogno ma sono stato costretto a nascondermi in una grotta dietro la scogliera.
Ora ho freddo. Il mio computer si sta scaricando.
Ho paura. Fame… Cosa posso fare secondo lei?

Grazie
Disperato 75

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Caro direttore,
sono un carabiniere di origine pugliese in servizio presso la caserma di Spoleto.

La scorsa settimana sono tornato al paese per rivedere i miei genitori che hanno una piccola casa vicino al mare. Mentre mi accingevo a fare una corsetta sulla spiaggia, proprio dietro ad uno scoglio ho visto un uomo svenuto ed infreddolito che stringeva al petto un computer scarico.

Lo guardo, lui si sveglia e con gli occhi fissi inizia a gridare….”me l’ha ammollata, me l’ha ammollata”. Cerco di calmarlo ma lui prova a scappare. A questo punto mi rendo conto che i suoi tratti corrispondevano perfettamente alla descrizione del serial killer che aveva colpito la sua ultima vittima proprio vicino alla canonica di Don Matteo.

Lo catturo, lo ammanetto e lo traduco a Spoleto sicuro di aver fatto il mio dovere!
Una volta arrivato nella bellissima cittadina umbra sede della caserma dove presto servizio, vado subito da Don Matteo per chiedere consiglio e mostrargli l’assassino.

Caro direttore….se solo avessi immaginato…..altro che assassino

Fidelis 80

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Caro direttore,
la prego di aiutarmi a riannodare i fili di questa storia. Ho chiamato anche i miei sceneggiatori per aiutarmi a capire, ma niente da fare!

Il mio amico militare ha portato in canonica quello che credeva essere un pericoloso assassino, mentre stavo confessando una giovane che mi chiedeva il perdono per averla ammollata prima del matrimonio.

Lo sventurato non immaginava quello che di lì a poco sarebbe successo…
Il carabiniere spinse dentro il confessionale l’uomo ammanettato nel momento in cui davo l’assoluzione alla giovane, che nell’uscire rimase impietrita riconoscendo il tabaccaio Nicola (ancora nome di fantasia) e mentre lei si avventava, lui riuscì a scappare nella piazza del Duomo, dove veniva travolto dall’Armata Brancaleone, un gruppo di atleti che si stava allenando per la maratona di New York.

Il poveretto cadde tramortito dall’urto. Al risveglio abbiamo scoperto che è rimasto vittima di un’amnesia. Non ricorda più quasi niente. Un vuoto di memoria. Ora vuole a tutti i costi sposare la pazza che crede sua salvatrice.

Il dramma è che secondo lui dovrei essere io a celebrare la cerimonia…ma io c’ho da fà con il maresciallo Cecchini: devo ancora trovare il pericoloso killer!

Mi aiuti lei

DonTrinity’39

 

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