VENEZIA. ACQUA ALTA

L'immagine può contenere: spazio all'aperto

Mi è capitato di ritrovarmi a mollo nell’acqua alta di Venezia.

Non ricordo più che anno era, ma stavo lì per lavoro. Si faceva uno spettacolo al Teatro Ridotto. Dalle parti di San Marco. Adesso mi dicono che sia stato trasformato in hotel di lusso.

Il foyer del teatro era al piano terra mentre la sala e il palcoscenico al primo, in cima ad una bella scalinata.

Quando la sera abbiamo finito lo spettacolo, dalla testa delle scale all’ora di uscire, abbiamo visto uno spettacolo raro.

L’ingresso del teatro completamente allagato, con registri, biglietti e tanti fogli che galleggiavano.

Era l’acqua alta, ma alta forte.

Ricordo che quella volta si parlava del terzo livello di sempre.

Non so più la misura, ma la sirena che annuncia l’arrivo della marea, suonò parecchie volte.

Siamo tornati nei camerini per trovare una soluzione.

Ci siamo incartati fino al bacino in sacchi della monnezza. Quelli grandi, neri.

Tutta quella plastica l’abbiamo fissata con metri di nastro da pacchi e così abbiamo affrontato la traversata per arrivare a piedi in albergo.

Manco a dirlo che l’acqua ci ha messo pochi secondi a entrare in quelle protezioni artigianali.

Il risultato è che eravamo sempre a mollo, anche quando si passava su posti asciutti.

In più avevamo la valigia in mano che doveva essere sollevata per non bagnarla. Pioveva forte intanto. Acqua di sopra, acqua di sotto.

Pure l’ingresso dell’albergo era a mollo e il portiere di notte, molto elegante e con gli stivaloni, ci ha chiesto i documenti.

Se glieli portiamo dopo che siamo saliti in camera che magari appoggiamo le valige che sennò qui si bagna tutto“?

Mi dispiace signori, ma senza documenti non potete salire“.

Forte il portiere veneziano eh?

Comunque quello che mi aveva colpito quella volta era che a Venezia, le prese di corrente erano posizionate come da noi. A circa mezzo metro da terra.

L’acqua, non serve che sia altissima per arrivarci e quando succede, zompa tutto.

E poi i negozi hanno (avevano allora) tutte le loro mercanzie sugli scaffali anche in quelli bassi.

Manco a dirlo che il giorno dopo svendevano tanta roba. Tutta quella che aveva preso acqua.

Che poi proprio acqua e basta non è visto che le fogne e i cessi dei veneziani scaricano direttamente in canale.

Leggo dell’idea, sicuramente meno costosa del Mose, di ripulire i canali pieni di melma, merda e detriti di ogni genere.

Così facendo la capacità di ricevere aumenterebbe molto e magari l’acqua alta sarebbe solo “altina“.

Una volta si faceva e il materiale che si recuperava veniva usato per concimare i campi del Veneto.

Ma ormai tanto il declino è partito e mo chi lo ferma? Manco nella merda di Venezia ci si ritrova più a proprio agio quando ci sono problemi seri da risolvere.

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Lo spettacolo era scritto da Franca Valeri e conteneva lo storico pezzo del video:

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