SCOMPARSO FLAVIO BUCCI

Pure lui era capitato a Spoleto. Per il Festival.

Erano gli anni ’80. Se non sbaglio il 1985.

L’anno in cui un piccolo prete di provincia, gestì in maniera molto intelligente l’incarico che gli era stato dato: sviluppare le potenzialità del piccolo cinema di proprietà della Curia. Si chiamava Cinema Sperimentale, ma tutti lo chiamavano simpaticamente “Il Pidocchietto“.

Grazie a Don Elio, parroco del Duomo di Spoleto, quella piccola sala si chiamò da allora Frau, in seguito all’accordo con l’azienda marchigiana che produce poltrone e divani di lusso.

La Sala Frau da quell’anno è entrata a pieno titolo fra gli spazi patrimonio della città, utilizzati dal Festival dei Due Mondi nei suoi anni migliori.

E quella volta lì, per inaugurare quello spazio, si era pensato a due spettacoli.

Il primo si intitolava “Freshwater” di Agatha Christie e fra gli interpreti c’era anche Eugène Jonesco.

Il secondo era “Il re muore“, di Jonesco e interpretato da Flavio Bucci.

Appena trovo un po’ di tempo aggiornerò questo articolo con ricordi di quello che è successo quella volta lì.

Ché io c’ero!

Intanto vale come saluto ad un personaggio che, mi dicono, nell’ultima parte della sua vita ha dovuto affrontare problemi personali che un attore del suo calibro non meritava.

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