COM’ERA INSOMMA FOLIA?

Leggo dal programma di sala dello spettacolo di balletto “FOLIA” al Teatro Romano per il Festival di Spoleto edizione numero 64.
Gli spettacoli di Mourad Merzouki ci predispongono immediatamente alla gioia, sia perché sono in grado di catturare l’entusiasmo dello spettatore, sia perché invitano a immergersi nella poesia, ognuno secondo la propria inclinazione.
Folia non fa eccezione e l’incanto è il suo spirito sacro. Qui la danza diventa un’arte a mosaico, nuove sinergie emergono dalle molteplici connivenze tra hip-hop e musica barocca, tra la tarantella italiana e l’elettronica, tra il balletto classico e i movimenti dei dervisci rotanti.
Nascono incroci artistici tanto inaspettati quanto immediatamente popolari: un viaggio dal Sud dell’Italia al Nuovo Mondo in cui i danzatori della compagnia Käfig evolvono insieme ai musicisti dell’ensemble barocco Le Concert de l’Hostel Dieu guidato da Franck-Emmanuel Comte, tra le note di Vivaldi e i suoni elettronici creati da Grégoire Durrande.
Merzouki prende per mano lo spettatore e lo trascina in un vortice di stupore. Un crescendo di emozioni che si trasforma in una spirale di energia.
E quando la follia svanisce, la neve scende su un derviscio rotante mentre la voce di un soprano riempie lo spazio con il suo timbro luminoso.
Il balletto di Mourad Merzouki è un’utopia molto reale, che nasce dall’incontro di discipline apparentemente opposte la cui combinazione insolita dà grazia alla sua alchimia”.
Io invece ho visto solo molti danzatori che si rotolavano per terra, che facevano grandi salti per poi inchiodarsi guardando il pubblico a sottolineare il gesto, poco coinvolgimento, ma io il balletto moderno lo soffro un po’.
Il mio errore è stato forse quello di andare a questo spettacolo dopo aver visto quello di Pina Bausch poco prima.
Forse sarebbe stato meglio fare il contrario.
Comunque il pubblico presente ha apprezzato e applaudito.
Quelli sul palco hanno continuato a zompare fino agli applausi ed oltre anche nei camerini.
Viva il Festival
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