IL PD CERCA IL NOME GIUSTO FRA SBADIGLI E SPINTONI

Ritrovo un vecchio articolo di febbraio 2014 e mi stupisco della sua attualità.
Eccolo:
Nessuna descrizione della foto disponibile.
Viale Trento e Trieste. Gli spoletini lo chiamano semplicemente “Il Viale”. è quello che collega una brutta rotonda con quello che resta della stazione ferroviaria.
Lì, lungo il viale, ci sono giardinetti frequentati da badanti e dai loro anziani estimatori, ci sono un po’ di bar, il banco della porchetta, saloni di barbieri, qualche negozio coraggiosamente tenuto aperto da eroici commercianti, ma soprattutto c’è la sede del PD.

Ultimo partito sopravvissuto all’avvicendarsi delle repubbliche: la prima, la seconda, qualcuno comincia a vedere anche la terza.
E questa sera (il 20 febb.) nella sede del PD al viale, c’è un’importante riunione: l’assemblea si riunisce per parlare di futuro.
Il futuro del partito.
Per quello della città c’è tempo, ci si rifletterà al momento giusto.
Si parlerà questa sera, anche della ricerca del candidato sindaco e delle primarie.
Questa volta al viale è ammessa anche la stampa.
Non è sempre stato possibile ma stasera si può.
Forse perché la volta scorsa, quando funzionari ed iscritti si sono incontrati, si è arrivati alle mani.
Libori, portavoce del sindaco Benedetti, ha spintonato Bartocci, segretario comunale del suo partito.
Questa sera però c’è anche la stampa e non potrà succedere di nuovo.
Oggi si chiama l’informazione locale per mostrare che il partito sa anche resistere alla tentazione di lasciarsi andare ed è qui per parlare di programmi, di sviluppo, di elezioni, di candidati.
“Abbiamo voluto la stampa perché tanto poi le cose si sanno lo stesso” riconosce laconico un iscritto.
Per cominciare l’incontro, bisogna prima zittire quelli che chiacchierano.
Allora tutti urlano “silenzio” così che ci vuole molto di più perché il casino raddoppia.
Finalmente si parte e cominciano ad apparire le cose che la stampa invitata dovrà raccontare.
La prima di queste cose da descrivere è che c’è il sindaco di Gualdo Cattaneo Andrea Pensi, spedito qua dalla segreteria regionale da poco eletta.
Oppure si può dire che si comincia in ritardo perché si aspetta il sindaco Benedetti impegnato in problemi di famiglia.
Forse si può raccontare l’intervento del segretario Bartocci che ricorda l’ultima riunione, quella appunto finita a spintoni.
“Ci si confronta e si urla perché il partito è vivo”. Come dire che se mantieni la calma non sei aperto alla discussione.
Magari si può dire che si è parlato di date, di primarie, del farle o no, della candidatura del sindaco uscente che preferirebbe non farle le primarie per non straziare il partito con guerre interne.
Certo si potrebbe parlare del PRG bocciato dalla sentenza del Consiglio di Stato.
Qualcuno accenna il discorso e ricorda che molte sono le aziende che rischiano il fallimento se non dovessero venire approvati i progetti in piedi.
Forse ci hanno chiamati invece per parlare dei colpevoli dei problemi che affliggono la città. “Non è colpa nostra di tutta questa situazione che la città sta vivendo. I problemi arrivano dal passato” secondo il segretario Bartocci.
“Abbiamo buone probabilità di perdere la città” afferma la presidente dell’assemblea Fiata. Quindi bisogna agire in fretta.
Oppure si potrebbe parlare degli interventi degli oratori che nessuno segue più di tanto. Nemmeno quando Frascarelli se ne esce con un “…non bisogna annacquare le acque”.
Quasi tutti i presenti hanno da fare con il cellulare.
Qualcuno gioca, altri, molti, messaggiano e inviano notizie in diretta a chi non è presente in sala.
Ci sarebbe anche da parlare dell’intervento di Libori che si scusa con Bartocci per averlo aggredito.
Il funzionario, poi, preso dallo spirito goliardico della Rivista appena passata, si aggrappa al dialetto spoletino per acchiappare la platea declamando come un tribuno romano (spoletino).
Non si è portavoce per caso.
“Non ci sopportano più perché non si capisce la nostra linea”. “Ci vuole chiarezza ed unità” afferma Libori.
E continua “Non vorrei che a breve possano uscire altri problemucci per qualche milione di euro”.
Ma come? Ancora?
Un brivido corre lungo la schiena. Chissà a cosa pensa il portavoce e cosa sà lui che noi non sappiamo ancora.
Arriva pure il sindaco che ribadisce la propria disponibilità al secondo mandato.
C’è anche chi coraggiosamente chiede di dialogare con tutti “…anche con Brunini. Ricordo che noi siamo quelli che sono al governo con Alfano” dialogare con Brunini potrebbe effettivamente sembrare meno grave di questo.
Si potrebbe parlare infine di tutti gli interventi che si susseguono e di quanto facciano sentire la mancanza di idee per la città.
Di quanto facciano pensare ad una sorta di melina che ha il solo scopo di perdere tempo per poter al momento giusto tirar fuori dal cilindro il nome da “condividere”.
Si potrebbe parlare di tante cose, ma Spoleto in tutto questo sembra ancora lasciata fuori.
Peccato.
C’è una linea politica ancora da costruire o magari, solo da comunicare meglio, mentre la città stordita aspetta soluzioni.
M.C.


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