BODY SHAMING

Siamo circondati da persone che non ce la fanno a trattenersi dal percularne altre.

Un fenomeno che riguarda soprattutto i social, che sono oggi il sistema più veloce per comunicare con il mondo.

Si prende di mira un soggetto e gli si fa la TAC on line:

Quando l’argomento non sono le disponibilità economiche, l’auto costosa, la vacanza eccessiva, l’happy hour nel posto giusto che “io sì e tu no”, molto spesso il focus diventa l’aspetto fisico.

Allora “tu sei un cesso e io te lo dico pubblicamente e ci rido insieme alle persone che frequento”.

Sovrappeso, pochi capelli, bassa statura, abbigliamento modesto, lavoro umile, vita faticosa e via dicendo.

Si trovano un sacco di motivi per prendere per il culo le persone arrivando fino a pubblicarne foto offensive che, forse in pochi ci riflettono, rischiano di rimanere on line per sempre.

Questo si chiama body shaming appunto.

Ma di questa abitudine che pare andare tanto di moda da troppo tempo, non fa parte anche l’esibizione mai richiesta delle foto di persone belle in situazioni che il pensiero comune considera fortunate?

Alla guida dell’auto di lusso, nel locale alla moda, con in mano un bicchiere che contiene qualcosa di colorato, tante risate, soldi esibiti, muscoli, abbronzatura…

Non fa parte pure questo atteggiamento del Body Shaming?

Praticamente si potrebbe leggere, secondo me, come la stessa violenza presa dalla parte opposta.

Non esibisco lo sfortunato, ma faccio il giro da dietro e ti mostro “come me la passo bene io e tu guarda invece che schifezza che sei”.

E chi si ritrova ad avere un carattere poco “strutturato” (penso agli adolescenti) sta maluccio.

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