IL DECLIVIO

Palco e platea visti in sezione

A tutti sarà capitato una volta nella vita di salire sul palcoscenico di un teatro italiano. Meglio se questo è avvenuto in un teatro d’opera come si chiamano quelli con i palchetti. Quelli che hanno una pianta della sala a ferro di cavallo.

Il palcoscenico, per chi ci sale sopra pare subito strano. Il piano infatti, fatto in tavole di legno, è in discesa. Pende verso la platea.

La prima volta che ci sali questa pendenza, che si chiama “declivio”, ti può provocare una leggera vertigine.

I progettisti dei teatri, per dare a tutti gli spettatori la possibilità di godere al massimo di quello che succede sul palco, hanno pensato a questo piccolo trucco, che offre una visibilità migliore.

Molto spesso, al declivio del palcoscenico viene aggiunto il contro declivio della platea che viene quindi inclinata dalla parte opposta, per accentuare l’effetto di maggiore visibilità dello spettacolo.

Ci sono anche teatri con la platea mobile. Cioè con un complesso sistema di argani e carrucole, il piano della zona dove sono le poltrone può essere alzato fino al livello del palco e anche inclinato per costruire un unico spazio dove ballare o inventare cerimonie e spettacoli.

Il Teatro della Pergola di Firenze, per esempio, è uno di quei teatri, anche se il meccanismo è stato bloccato per sicurezza dopo l’alluvione del 1966.

Non so se recentemente è stato ripristinato l’uso di questa gigantesca macchina in quel teatro che è uno dei più belli e anche dei più funzionali del mondo.

Il declivio del palcoscenico, obbliga chi costruisce la scenografia, a tenere conto della sua esistenza, tanto che per gli spettacoli “di giro” cioè quelli che vanno in tournée è sempre prevista la costruzione di zeppe in contro declivio per riportare in piano le scenografie.

Senza zeppe le scene penderebbero in avanti, verso la platea, come si può immaginare.

Il declivio ha una pendenza che in genere va dal 2 al 5% per metro lineare.

Si misura prendendo una squadra con un lato lungo un metro e uno più corto. Si poggia l’angolo della squadra sul palco e con l’aiuto del filo a piombo si tiene perfettamente verticale il lato corto.

L’altro lato, quello lungo un metro, rivolto verso la sala, risulterà distante dal piano del palco di un po’.

Quella distanza in centimetri è il valore del declivio.

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