LE LUCI PRIMA DELLA CORRENTE ELETTRICA

In un video precedente ho parlato molto velocemente delle luci di scena e di dove vanno istallate.

Una chiacchierata veloce che però è piaciuta e ha aperto la curiosità di qualcuno, su come funzionavano le luci di scena e fuori, prima dell’avvento dell’energia elettrica e prima ancora dell’utilizzo dei lumi a gas.

Si usavano lumi a petrolio o torce di cera, che venivano accesi in palcoscenico e pure in sala.

Fra i due, erano preferite le torce a cera, perché rispetto ai lumi a petrolio che in quel tempo si chiamava olio di sasso, erano più controllabili e sicuramente meno puzzolenti.

C’è stato un periodo durante il quale per accendere velocemente i lumi in sala, si inventarono improbabili e pericolose micce inumidite con liquido infiammabile.

Le torce quando questo sistema funzionava si accendevano quasi contemporaneamente, ma spesso la miccia si spezzava e precipitava incandescente sugli spettatori.

Un sistema che, come si può capire, è durato poco.

Leggo un piccolo brano dal volume “Pratica di fabricar scene e machine ne’ teatri” scritto da Nicola Sabbattini da Pesaro nella prima metà del 1600.

Questo interessantissimo libro mi è stato gentilmente regalato da un amico, anche lui appassionato della tecnica teatrale.

Come si debbano accomodare i Lumi fuori della Scena” è il titolo del paragrafo che ci riguarda.

Alcuni sogliono servirsi di lumiere ad oglio et altri di torcie di cera bianca. In quanto al primo i lumi ad oglio sogliono essere di manco spesa, ma però non rendono quella magnificenza che fanno le torcie. Tuttavia non si servirà d’oglio che sia cattivo ma bonissimo et anco misto con qualche gentil profumo, acciocché non dia mal odore, non faranno brutta vista e saranno più sicure le persone, che non scolerà loro addosso la cera delle torcie ma se ne smorzerà alcuno, che in tanti è cosa che facilmente succede, verrassi a gettar fetore con disgusto degli spettatori”.

Per evitare pericolose sgocciolature sul pubblico, i lumi avevano un piattino sotto con il compito di raccogliere la cera o l’olio scolato.

Chissà quanto fumo c’era in sala e quanto i magnifici stucchi e i dipinti erano anneriti dal fumo dei lumi. E chissà che odore in quel periodo.

L’autore continua parlando dei lumi in scena:

Quando saranno accomodate tutte le genti, et arrivato il tempo che si abbia ad incominciare lo spettacolo, si doveranno accendere i lumi, prima quelli di fuori e poi quelli di dentro della scena, avvertendo di usare in ciò ogni prestezza, per levare quella ansietà, che sogliono avere gli spettatori, parendo loro che mai non si venga al fine”.

I tempi sono sempre stati fondamentali in teatro per non disturbare la concentrazione del pubblico.

Passano gli anni, passano le luci, ma la prestezza sta sempre in testa alle esigenze dello spettacolo.

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