DI CHI E’ IL TEMPO?

Una piccola riflessione che mi sa avevo già fatto tempo indietro.

Lo spunto mi viene mentre sono in attesa di una visita medica nell’ospedale dove ho accompagnato una persona.

Appuntamento alle 8 di mattina. Traffico per arrivare ed entrare in città. Piove pure, quindi tutti in macchina e l’ingorgo si gonfia.

Riesco comunque ad arrivare in tempo. Proprio al minuto spaccato.

Medici e sanitari non ci sono ancora. Arriveranno un’oretta abbondante dopo l’ora stabilita.

Nella sanità, soprattutto quella pubblica, si sa che le sorprese possono arrivare al volo.

Quando arrivano poi, i medici, sono molto cortesi, professionali, competenti e pure empatici. Quindi niente da dire su di loro. Ci hanno dato anche il biglietto da visita con i recapiti del loro studio privato se dovesse servire.

Ma il tempo che ho perso aspettando il loro arrivo, mi domando, quel tempo di chi è?

Mio? No di certo visto che non posso usarlo, non lo posso gestire, ma lo lascio solo lì a disposizione di altri aspettando che arrivino.

Quel tempo è forse di chi se lo prende senza chiedermelo arrivando in ritardo all’appuntamento?

Di chi è quel tempo?

Perché lo devo buttare o sono costretto a inventare qualcosa, spesso stupido, per ammazzarlo quel tempo? Passatempi, cellulare, chiacchiere a vuoto…

Ci devo pensare, ma mi sa che non sarà facile capire di chi è. O di chi era, visto che non ce l’ho più.

Ma tanto questa riflessione vale per ogni ritardo, per ogni attesa a vuoto.

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