LE RENNE DELL’ISOLA DI SAN MATTEO

Si chiama Isola di Saint Matthew e sta dalle parti dell’Alaska.

Si tratta di un’isola americana, che è stata usata come avamposto tattico durante la seconda guerra mondiale.

L’esercito americano e  la guardia costiera, ci avevano impiantato una base, una stazione radio, una caserma.

Per creare una scorta di cibo, era stata introdotta nel 1944, una piccola mandria di 29 renne, lasciate libere di pascolare e nutrirsi dei licheni di cui l’isola era ricca.

Pochi mesi dopo la guerra per fortuna finì e le truppe abbandonarono l’avamposto lasciando lì le renne.

Chi ci tornò nel 1963, contò gli animali che si erano gioiosamente riprodotti diventando 6000 esemplari.

Mangiavano beate, le renne e si riproducevano.

Un paradiso.

Però questi cervidi, si sa, non sono previdenti e se non è Babbo Natale a gestirli, rischiano di fare casino.

Così, lasciate sole, le renne hanno pensato solo a mangiare e a riprodursi, senza considerare che se consumi più di quello che la natura reintegra, potresti trovarti in difficoltà.

Infatti, solo due anni dopo, nel 1965, gli animali per mancanza di cibo e per le malattie, da 6000 erano diventati solo 43.

La mandria a quel punto contava solo un maschio non più fertile e nessun cucciolo.

Nel 1980 qualcuno è tornato sull’isola per costatare che non ne era rimasta più manco una.

Un’isola popolata di scheletri di renne e delle loro grandi corna.

Questa piccola storia vera, potrebbe aiutarci a riflettere.

Ci siamo pappati quasi tutti i licheni della nostra isola.

Occhio che rischiamo grosso e il problema forse non saranno le corna.

Una birra

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