AMAZON DEVE CHIUDERE?

Ne “La Lupa” di Giovanni Verga, uno dei personaggi si preoccupa perché i fili del telegrafo secondo lui c’entrano qualcosa con la siccità che colpisce la sua terra.

Da quando li hanno istallati infatti non piove più ed è strano.

Qualcosa devono entrarci quei fili maledetti.

Andrebbero buttati giù i pali e strappati i cavi.

Abbasso il progresso se quello ci vuole affamare.

Così in poche parole il pensiero del contadino ripetuto a memoria (non testuale).

Questo è un ricordo che mi è tornato in mente ripensando allo spettacolo interpretato dalla grande Anna Proclemer, che ormai non c’è più, messo in scena nei lontani anni ‘80 al Teatro Valle di Roma che come sappiamo pure lui (il teatro) non se la passa bene da parecchio tempo.

Il progresso, la TV, internet… pure lì hanno menato duro.

Insomma oggi per salvare il commercio che abbiamo conosciuto noi non millennials sarebbe da chiudere internet e sfanculare Amazon?

Boh!

Anche se la prima idea può essere quella, quando ci sediamo a riflettere all’ombra dei pali del telegrafo, capiamo che il mondo va avanti.

E ci rendiamo pure conto che tra le trasformazioni c’è cascato dentro anche il mondo del commercio.

Le librerie, le agenzie di viaggi, i negozi di fotografia, le edicole e tante altre attività soffrono la concorrenza di internet.

Ma bisognerebbe capire pure che il lavoro del commerciante si è trasformato di brutto.

Finito il tempo di rimanere seduti dentro la bottega ad aspettare il cliente che sceglie fra quello che c’è in magazzino o sugli scaffali.

Adesso bisogna capire che fuori dal negozio c’è il mondo e in quel mondo internet la fa da padrone.

Bisogna cambiare, adeguarsi, proporre, farsi venire delle idee, sennò si scompare. Semplicemente si scompare.

Non è giusto, non è bello, non è romantico, ma se non ti adegui te la passi male.

E allora ci vuole un progetto, anche più di uno.

Serve un’idea che aiuti a trasformare le attività a rischio e servono anche la voglia e l’energia di metterla in atto.

Ma non può essere però uno sforzo da ammollare al semplice commerciante che sta lì nel suo negozio da solo, a pensare alle scadenze, agli ordini, alla contabilità, ai supermercati, alle vetrine, a campare…

Le associazioni di categoria, con i loro consulenti, dovrebbero esistere per quello.

Per dare una mano al commerciante che da solo è troppo debole e per fare in modo che Amazon faccia solo il suo in un mondo dove ci sia spazio pure per il contadino spaventato dai fili del telegrafo.

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