QUELLA VOLTA CHE ENNIO MORRICONE A SPOLETO…

L’occasione fu la messa in scena di uno spettacolo prodotto dal Teatro Eliseo di Roma.

In quel periodo, era il 1978, il teatro di via Nazionale, raccoglieva i maggiori nomi fra gli artisti italiani e non solo.

Pure per quanto riguarda i tecnici non si badava a spese e la produzione sceglieva sempre i migliori a partire da Renato Morozzi, il responsabile tecnico, che da molti è ancora oggi considerato il migliore.

Lo spettacolo era “Le femmine puntigliose” di Carlo Goldoni.

La regia affidata a Peppino Patroni Griffi.

Le musiche a Ennio Morricone.

L’allestimento era a Spoleto, nel Teatro Nuovo che in quegli anni ospitava molti spettacoli preparati proprio qua da noi.

Spoleto era allora vista come una città costruita per il teatro.

Una serie di artigiani che lavoravano a ritmo intenso per il Festival, ne costituivano l’ossatura.

Non mancavano nemmeno i tecnici specializzati. Un patrimonio che ormai rischia di andare perduto.

Poi a Spoleto si mangiava bene e ancora è così.

La vicinanza con Roma completava questo straordinario ventaglio di offerte che le compagnie teatrali apprezzavano molto.

Le scene molto impegnative e i costumi ricchissimi, de “Le femmine puntigliose” erano firmati da Gabriella Pescucci, che poi avrebbe conquistato molti premi fra cui anche un Oscar.

Durante le prove ci fu bisogno di “tarare” i volumi dell’impianto fonico, sulle musiche originali.

Quindi in platea il Maestro Morricone, il sipario aperto, la scenografia montata, le luci della scena che si snodano seguendo le indicazioni maturate durante le prove, quelle della sala spente come da spettacolo e il fonico che metteva i brani.

Morricone trovò molto comode le poltroncine della platea.

Seduto, con i piedi appoggiati sulla spalliera davanti al suo posto, ascoltava le sue composizioni… “Sì, bene. Qui aumenta un po’. Ok… taglia qualche basso. Benissimo. Andiamo avanti”…

La prova musicale era così: l’autore in sala e il fonico alla consolle per aggiustare seguendo le indicazioni.

Tutto intorno un silenzio rispettosissimo.

Manda pure avanti così. Ti fermo io se c’è da correggere”.

“Ok maestro” risponde il fonico.

E la musica va. Tutta. Fino alla fine quando ci si aspettava un commento di Morricone.

Niente.

Dal palchetto dov’ero io con la consolle delle luci, messo lì dal mio capo di allora, guardo giù e lui era ancora lì.

Fermo.

Immobile.

Concentratissimo.

“Maestro, vuole sentire altro”? Dice qualcuno dal fondo della platea.

Nessuna risposta.

“Maestro…”

Accendono le luci della sala per scoprire il Maestro beatamente addormentato in platea al Teatro Nuovo, cullato dalle sue stesse musiche.

Quando si è svegliato sorrideva. Ha ringraziato tutti.

“La prova è finita”.

Fra gli interpreti di quella edizione:
Lina Sastri, Fulvia Mammi, Franco Acampora, Nestor Garay, Cecilia Polizzi, Cristina Noci, Elio Pandolfi, Mariano Rigillo, Ezio Marano, Pier Francesco Poggi, Martin Sorrentino e altri.

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