I BICCOLI BUDDHA

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Li chiama così lo psichiatra Paolo Crepet.

Sono quei bambini incontenibili che i genitori non riescono a gestire al ristorante o in altri luoghi pubblici e così i piccoli corrono urlando fra i tavoli e fracassano i nervi delle persone.

Qualcuno apprezza i piccoli frugoletti che sfogano tutta la loro vitalità e altri invece patiscono l’esuberanza di questi piccoli serbatoi di rumore.

Secondo Crepet, si possono definire Piccoli Buddha a cui i genitori sono devoti e si inchinano ad ogni loro desiderio, meglio se urlato.

Oggi mi è capitato di vedere all’opera alcuni di questi insopportabili frugoletti.

Domenica di metà agosto. Pranzo all’aria aperta a Monteluco, sui tavoli di legno posizionati fra gli alberi.

Da casa le persone portano borse piene di pasta fredda, vitello tonnato, molte insalate di pomodori, niente vino solo perché qualcosa si dimentica sempre. Oggi è stata la volta della bottiglia di vino.

Pazienza.

Quando siamo arrivati alla frutta eccoli sbucare.

Sono loro: i Piccoli Buddha, figli delle persone sedute ad un tavolo ad una decina di metri dal nostro.

Cominciano con il lanciare un grosso pezzo di legno verso di noi.

Povere piccole creature non hanno abbastanza forza e il ciocco non ci arriva nemmeno vicino.

Bambini, per favore, non lanciate quelle cose che è pericoloso

Allora provano con un grosso sasso, poi si rotolano urlando fra le foglie secche e le lanciano in aria producendo una grande nuvola di polvere che arriva sul nostro tavolo.

Bambini, per favore non fate così. Andate a giocare vicino alla mamma e al papà“.

Macché… niente da fare.

Mia figlia grande, una ragazza equilibrata che sa come funziona il mondo mi invita a non reagire come io penso sarebbe giusto.

Lascia stare sono bambini. Adesso vado a parlare con la mamma“.

Signora mi scusi, potrebbe gentilmente chiedere ai suoi figli di venire da voi e di lasciare in pace noi? Abbiamo delle persone anziane che non sopportano la polvere“. (Le persone anziane sono le nonne che avevamo portato con noi eh)

Non è bastato fare una sola volta la richiesta.

Però mentre svolazzavano sassi, foglie e polvere, ho avuto il tempo di riflettere:

I bambini che si comportano in maniera così antipatica, sono quelli che stanno con i genitori e senza i nonni.

I genitori hanno sempre troppo da fare, mentre i nonni hanno più tempo da dedicare a quei simpatici mini teppisti e l’azione dei nonni si vede.

Eccome se si vede.

Una birra

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