BYE BYE HOSPITAL

Ci siamo abituati da un po’ di tempo a veder scomparire dalle possibilità del nostro territorio, eventi, manifestazioni, appuntamenti.

Non ce la faccio a buttare giù un elenco al volo, ma ognuno di noi ha in testa quello che qua c’era e ora non c’è più per colpa non sò di chi o di che.

L’ultima occasione che si sta perdendo è quella dell’ospedale che si sta trasformando in un punto Covid e quindi perderà inevitabilmente gran parte dei servizi di qualità ora offerti.

Abbiamo anche in mente cosa è ancora a rischio sparizione e cosa è stato lì lì, anche se poi fortunosamente recuperato.

Ogni volta che arrivava la notizia di qualcosa che si perdeva, subito giù lamenti, rimproveri, accuse, spaccature.

I tifosi delle varie parti in gioco che facevano e ancora fanno, volare gli stracci.

I politici che dovrebbero rappresentare il territorio a livello nazionale, nascosti dietro un preoccupante silenzio.

Quelli locali scoprono che per gestire un territorio, servono anche capacità, idee, volontà, impegno.

L’impegno non significa tante ore passate alla scrivania, ma il raggiungimento di risultati.

Adesso che pare si stiano perdendo i servizi fondamentali dell’ospedale di Spoleto, saremo costretti a sentire i piagnistei delle persone e pure quelli dei politici che rimandano le responsabilità ai colleghi di prima.

Tranquilli che i lamenti dureranno poco allenati come siamo ormai a perdere.

Però io vorrei spostare l’attenzione su un altro punto:

Noi passiamo gran parte del nostro tempo a lamentarci di quello che ci viene tolto.

Cerchiamo di trattenere con le unghie deboli i piccoli – grandi eventi.

Tremiamo ormai per Festival e Sperimentale, fra le poche cose rimaste.

Dormiamo con un occhio aperto e uno chiuso (non per niente si dice “dormire alla spoletina”) cercando di tenere serrata la porta della stalla anche se ormai i buoi sono scappati quasi tutti.

E dimentichiamo che un territorio esiste e vive, quando ci sono progetti.

Quando c’è un’idea di sviluppo, quando i giovani e non solo loro, ci trovano delle opportunità, quando chi gestisce le politiche, l’economia, la cultura, la salute, la scuola, è capace di sognare.

Quando qualcuno mette in campo il suo sogno e si impegna veramente per poterlo realizzare.

Ecco, secondo me oggi a Spoleto manca il sogno.

Sulle persone poi che possano realizzarlo, preferisco tacere.

Zitti tutti. Non facciamo casino che potrebbe andare peggio: potrebbe piovere.

Una birra

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