SANREMO

Chiariamo subito per chi potrebbe chiedere: “Che lo guardi a fa’“?

Io risponderei che la curiosità di vedere cosa succede nell’evento più importante della tv pubblica italiana, mi porta a seguire l’inizio. Poi la noia, a volte il fastidio, mi fanno zappingare.

Dopo un po’ di girovagare, torno su Rai 1, a Sanremo, per vedere se la situazione cambia, ma subito rizompetto da altre parti.

Mi soffermo sui pochi coraggiosi canali che propongono programmi potabili anche se sanno che li buttano via vista la sproporzione nell’interesse della maggior parte degli spettatori.

Quando vedo lo spettacolo presentato da Amadeus con il supporto di Fiorello, qualche riflessione la faccio.

Mi viene da pensare che questo è proposto come il Festival della Canzone Italiana.

Gli si affida quindi una grande responsabilità. Quella di comunicare la nostra musica, il nostro modo di essere, le nostre melodie, il nostro stile, la nostra moda.

Ci dev’essere qualcosa che non funziona però se i cantanti si affannano a scopiazzare atteggiamenti che non sono proprio appartenenti alla nostra cultura.

Il Sanremo di quest’anno somiglia più alla trasmissione che una tv russa ha proposto per l’ultimo dell’anno, che a quello che potremmo essere noi.

Nemmeno gli abiti indossati da presentatori e cantanti, sembrano tanto in linea con lo stile italiano.

Pure gli americani penseranno che se la musica italiana e i suoi interpreti migliori sono così simili a quello che vedono loro là in America, manco vale la pena perderci troppo tempo.

Oh, sia inteso che quest’idea dei confini, dei muri, delle differenze “tu peggio-io meglio“, non mi trova d’accordo eh!

Però perdere l’identità, o meglio, lasciare che questa si squagli in atteggiamenti e tradizioni di altri che cerchiamo faticosamente di fare nostri, non lo capisco.

Le canzoni urlate, le contorsioni degli interpreti che mostrano tribolazioni per comunicare emozioni che si somigliano un po’ tutte, mi sembrano roba eccessiva.

Il capo villaggio Fiorello che cerca di coinvolgere un pubblico non presente in sala, dimostra quanto sia difficile quel tipo di intrattenimento senza il supporto fisico degli spettatori.

Gli abiti delle donne vallette-copresentatrici, sempre troppa roba.

Troppa.

Tutto tanto troppo. Si sente la mancanza di un tubino nero ogni tanto.

Pure la scenografia. Sarebbe sicuramente più interessante se riempita del respiro del pubblico presente, ma così… boh!

Ma dico io: una volta che hai tutto lo spazio usalo no?

Che te ne fai delle poltrone vuote? Mettici magari l’orchestra.

Riempi la sala di manichini vestiti con i costumi dei festival passati, delle opere della Scala di Milano, del Festival dei Due Mondi, con gli abiti degli stilisti italiani che così facciamo anche promozione internazionale.

Magari togli le poltrone della platea e trasforma tutto questo in una dimensione nuova.

Insomma inventati uno spazio diverso invece di lasciare la platea come fosse un freddo cadavere.

La ricerca costante della gag, della battuta poi…

E dire che Fiorello è un vero fenomeno. Amadeus un buon professionista anche se si porta la moglie che di mestiere lì fa la moglie, costretta anche lei ad intrattenere.

Insomma una gran confusione, forse troppo italiana, ma di quell’Italia che dovremmo tenerci per noi. Che non va esibita.

In un Festival più coordinato, misurato, elegante, non ci sarebbe manco stato bisogno di farsi tagliare i baffi in diretta come se fossimo alla festa del liceo, o al pranzo di matrimonio dello zio anziano con la badante.

Non ci sarebbe stato manco bisogno, in questo Festival, di impazzire alla ricerca de costoso ospite eccezionale.

Mi pare una festa tra loro, fra persone strapagate, artisti così così e altri che non si lasciano decifrare per quello che sono.

Insomma di questa edizione 2021, un po’ ne ho vista, poi ho zappingato, ma mentre la guardavo, non ho visto né fenomeni, né canzoni speciali.

Magari sarà solo da farci l’orecchio. Speriamo!

Comunque quello che ho visto mi ha coinvolto e divertito poco, ma non ho visto tutto.

Ho zappingato parecchio.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.