IL FESTIVAL È FINITO. VIVA IL FESTIVAL

Ieri è finito il Festival. Il 66°. I numeri che ci ha fornito l’ottimo ufficio stampa della manifestazione, sembrano molto interessanti e segnalano un percorso in netta ripresa. Bene, anzi benissimo.

Un paio di giorni fa sono stato a teatro per vedere un balletto e vicino a me avevo la signora Gianna Consiglio.

Pugliese, innamorata di Spoleto anche perché ci ha trascorso 8 anni della sua vita, da convittrice. “Spoleto mi è rimasta nel cuore – dice – e ogni volta che posso ci torno. Siete molto fortunati voi ad abitare in un posto così bello”.

L’ha detto con gli occhi lucidi e visto che questo gruppo la aiuta a tenersi legata al nostro territorio, le ho chiesto l’autorizzazione a citare il suo nome e prendere ad esempio il suo affetto per Spoleto che a noi a volte manca.

Proprio stamattina ho letto anche il messaggio di Caterina, un’altra nuova amica, che pure lei colpita da questo posto, ha deciso di spenderci un po’ di tempo.

Saluto anche lei e le do il benvenuto a Spoleto.

Poi vado a leggere i contenuti del gruppo e mi accorgo che ci sono alcuni iscritti che parlano di Spoleto come di una città ormai morta e senza speranza.

Tante persone commentano che sì è vero. Ormai non c’è più niente da fare e bisogna rassegnarsi allo spegnimento di Spoleto.

E allora mi domando: Ma a chi serve questa continua lamentela? Da dove realmente nasce visto che tante sono pure le persone che invece per Spoleto vedono un futuro interessante?

Vale la pena continuare a lamentarsi dalle colonne digitali di internet, oppure è meglio cominciare a vedere cosa possiamo fare noi per Spoleto?

Ecco, non voglio dare né consigli, né fare il santone. Oggi mi va solo di proporre uno spunto.

Facciamo una piccola riflessione e cerchiamo di capire cosa può danneggiare lo sviluppo e la fiducia e cosa invece può aiutare noi e chi verrà dopo di noi a vivere in un posto migliore.

Non solo bello, che di posti belli ce ne sono tanti, ma anche vivo e funzionale e che guarda verso il futuro, non solo concentrato sulle cacche dei cani.

Un posto, Spoleto, da cui i giovani possano volontariamente decidere di allontanarsi per cercare meglio nel mondo, ma non siano costretti a farlo perché qui la cappa di negatività ci soffoca.

Buona giornata.

Il video sta qua

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