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Buongiorno. Rieccoci qua. Sabato 30 maggio 2026.

Una settimana quella passata che mi ha visto impegnato in giri dedicati alla salute.

Un’operazione all’orecchio che era programmata da tempo, mi ha tenuto per forza lontano dalla gestione costante di questo gruppo.

L’anestesia che ancora non ho del tutto smaltito, poi, mi ha lasciato un po’ di appesantimento della capoccia.

Niente di grave, ma francamente avevo previsto un recupero più veloce, invece pare che doveva essere così. Tutto nella norma.

Tanti amici che hanno voluto salutarmi e una famiglia speciale che mi ha aiutato a superare questo momento impegnativo.

Intanto il gruppo ha continuato a sviluppare la sua personalità.

Abbiamo seguitato a pubblicare un sacco di roba e pure a mantenere in contatto le persone iscritte, più di 34.000 e anche quelle che passano a trovarci da esterni. Circa mezzo milione al mese.

Grandi numeri.

Nei giorni in cui sono stato forzatamente fermo mi è venuto da riflettere che forse è ora di spostare le energie di chi ama Spoleto, verso la ricerca di positività.

Abbiamo per anni scritto e dibattuto su quello che non va. Giusto. Ci vuole da segnalare a chi si occupa dello sviluppo e della manutenzione dove c’è da intervenire.

Giusto.

Solo che ci siamo dimenticati di riflettere non solo sulle piccole criticità, ma ormai è ora di chiedere che venga messa in campo in maniera seria e non strumentale, un’idea di città.

Come la vogliamo questa bella Spoleto?

Certo con le buche attappate, con le erbacce tagliate, con i servizi fondamentali manutenuti come si deve, ma è ora di chiedere anche un progetto che guardi al futuro, al ripopolamento del centro storico, a uno scossone che aiuti a sistemare il settore del commercio, quello turistico, quello della sanità, quello dell’occupazione, quello della cultura.

Il mondo va avanti e rischiamo di rimanere indietro.

Solo parole? Beh non sarei l’unico a farle. Però mi sa che è ora di capire come chi può cambiare il nostro futuro se la immagina questa città fra qualche anno. Un dormitorio al servizio di realtà vicine che si sviluppano, una comunità che continua a guardare solo all’illustre passato con gli occhi lucidi?

Secondo me è ora di spostare lo sguardo nella direzione del futuro e lavorare perché sia il meglio che possiamo ottenere.

Ma forse queste riflessioni sono solo colpa dell’anestesia.

In ogni caso, prima che mi passa del tutto l’effetto, auguro a tutti di fare proposte e di lavorare per lo sviluppo sano di Spoleto e del suo straordinario territorio da cui tanti prendono e troppi pochi danno.

Sarebbe ora di lavorarci seriamente allo sviluppo, magari individuando anche persone in grado di gestire questo indispensabile cambio di marcia.

Buon fine settimana a tutti.

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