FESTIVAL. CONCERTO INAUGURALE

Piazza del Duomo. L’ambientazione è sempre la stessa, quella magica della piazza bellissima, concentrata sul palcoscenico, pronta per ascoltare la proposta che quest’anno apre il Festival.

Non ci sarà l’opera come succedeva prima, ma un concerto.

Orchestra di Budapest, Coro di Santa Cecilia, diretti dal Maestro Ivan Fisher.

Programma così così.

Una parte per intenditori che proprio ci tengono che venga eseguito il racconto musicale della vita di Ramakrishna.

Un’altra parte dove ci si confronta con il più rassicurante Bach.

Seduta davanti a me una signora che ha portato qua un gruppo di persone provenienti dalla caldissima Pianura Padana, che chiacchiera con i suoi:

Beh, venire a Spoleto e non ascoltare dal vivo la musica di Gianfranco Menotti (Gianfranco) sarebbe un delitto.

Mi hanno detto che in questo momento lui non c’è, dovrebbe essere in America, ma la sua musica è sempre speciale”.

Ecco, a volte bastano poche parole per risollevarti una serata che sembrava poco eccitante.

Alla fine tanti tanti applausi sia all’orchestra che al coro che al maestro in giacca bianca.

Quelli che si vedono scappare via di corsa, sono gli spettatori che devono andare al Nuovo Menotti (Gian Carlo) per assistere al balletto di Pina Baush.

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