FESTIVAL. PINA BAUSCH

 

Le Sacre du Printemps.

Teatro Nuovo gremito per questo che è da considerarsi un vero e proprio evento.

Una coreografia degli anni ‘70 che regge il tempo come poche altre.

30 danzatori che mostrano corpi statuari, sia gli uomini che le donne.

Un’idea drammaturgica sempre presente.

Su tutto questo la grande coreografa Pina Bausch ha imposto le sue mani e l’ha trasformato in un capolavoro.

Uno spettacolo intenso che in molti avevamo avuto già occasione di vedere. In rete, per esempio, si può trovare e gustarselo tutto, ma sul palcoscenico del Nuovo Menotti ha tutto un altro sapore. Quello dell’evento speciale appunto.

Spettacolo da vedere e facendolo si potrà anche apprezzare il cambio di scena a vista dove macchinisti ed attrezzisti stendono sul tappeto una grande quantità di terriccio marrone, che simula il deserto.

Una delle poche volte che i tecnici si beccano l’applauso a scena aperta. Meritato.

Questa abitudine di mostrare il cambio di scena, soprattutto nell’opera, sarebbe da considerare con attenzione.

Uno spettacolo nello spettacolo, a volte potrebbe arricchire il piacere dello spettatore.

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